Il protocollo di kyoto è un accordo tra più nazioni che si prefiggono l’ obbiettivo di ridurre le emissioni di co2 e di gas serra nell’atmosfera, in particolare dei paesi industrializzati.

Questo accordo internazionale stabilisce che i paesi aderenti hanno l’obbligo di ridurre le emissioni di co2 del 5% rispetto alle emissioni del 1990 che viene preso come anno di riferimento, in un periodo di adempimento che va dal 2008 al 2012, pena delle sanzioni.
Dal 1° gennaio 2008 l’italia ha un debito di ben 5 milioni di euro al giorno per il mancato raggiungimento degli obbiettivi, in quanto emette una quantità di gas serra pari al 12% superiore al valore del 1990.
Questo è il prezzo economico e di immagine di 10 anni (il trattato è stato ratificato nel 1997) di minimizzazione e di sottovalutazione del problema delle emissioni, e del riscaldamento globale.
Questo è un problema che ci tocca tutti sia per una questione economica (nel momento in cui scrivo questo post il debito ammonta a più di 154 milioni di euro) in quanto questo debito ricade su tutta la società, sia per una questione ambientale visto che il problema del riscaldamento globale non è solo qualcosa di burocratico, ma è un problema di vitale importanza per il futuro non tanto nostro ma delle future generazioni che erediteranno quello che ora stiamo distruggendo (e anche un bel po di debiti).
Il compito di invertire questa tendenza spetta alla classe dirigente di questo paese, ma visto le mie recenti dichiarazioni sulla stessa e di chi ha il compito di eleggerla, credo che non ci resti altro da far che mettere mani al portafogli e pagare i nostri debiti, ancora.
Pubblicato da nino84












