Perché io di sinistra sono contento della vittoria di Silvio Berlusconi

15 Aprile 2008

C’è poco da girarci in torno Berlusconi ha vinto, la maggioranza degli italiani ha deciso che deve governare per altri cinque anni.

La lega nord ha avuto un ottimo risultato circa l’otto per cento è un risultato preoccupante l’Italia ancora una  volta si dimostra per quello che è, fa vedere la sua faccia oscura.

La vittoria del centro destra (+ lega) è da attribuirsi a diversi fattori, uno fra tutti l’astensionismo di sinistra, il che è non è da condannare, non è semplice scegliere tra Berlusconi e la sua falsa copia Weltroni, tanto vale starsene a casa non è possibile continuare a scegliere il meno peggio, sopratutto chi si rispecchia in un centro sinistra, visto che il PD è tutto tranne che di sinistra.

Tuttavia c’è stato uno spostamento di voti dalla sinistra radicale al PD, questo è dovuto ad una serie di errori da parte della stessa, che nel tempo si è progressivamente allontanata dalla sua base elettorale, del resto una sinistra che vota per i rifinanziamenti delle missioni militari non ci fa una gran bella figura.

Nonostante gli errori della sinistra il motivo principale di questa perdita di voti è stata la paura fottuta del ritorno di Berlusconi, gente che si dichiarava di sinistra che per evitare il ritorno di Berlusconi votava Weltroni (si è visto il risultato) questo ha fatto si che la sinistra radicale non abbia ricevuto un numero sufficiente di voti tale da permettergli una rappresentanza parlamentare.

Chi ci ha rimesso di più in queste elezioni è stata la democrazia, perché non dimentichiamoci che c’è una fetta importante di società che va politicamente da sinistra a destra che non ha la minima rappresentanza in parlamento, c’è una fetta di società tagliata fuori.

Non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu possa esprimere le tue idee. Voltaire

Evidentemente non sono della stessa idea tanti elettori del partito Demo(fesso)Cratico, visto che una buona fetta di loro dopo la delusione iniziale si è rallegrata del risultato elettorale della sinistra, gente che godeva del fatto che una parte della società in cui vivono non era rappresentata in parlamento, che gioivano del fatto che dopo tanto tempo anche in Italia finalmente non ci sarebbero stati partiti comunisti al parlamento.

Bravi siete riusciti li dove neanche berlusconi era riuscito, eliminare la sinistra italiana una volte per tutte, inconsapevoli quinta colonna Weltrusconiana, siete riusciti a polarizzare il voto, siete riusciti ad eliminare il concetto di destra e di sinistra riducendoli ad una denominazione elettorale, avete dato il vostro contributo alla formazione di un bipartitismo politico, due partiti con differenze irrilevanti che fanno finta di scontrarsi in campagna elettorale per poi stringersi la mano ad elezioni concluse.

Tranquilli cari PDini giustificherete anche questa.

Tutto questo mentre in mezza Europa governano forze socialiste, in Italia i partiti comunisti e socialisti vengono politicamente uccisi dai loro stessi elettori.

Questo paese in putrefazione si merita di essere governato da Berlusconi, la nostra società si merita di essere governata da Silvio, anche se a dir la verità non penso che le cose sarebbero andate tanto meglio con la vittoria di Walter.

Quindi signor Silvio, signor Walter date il meglio(o il peggio) di voi stessi, gli italiani hanno deciso, a me non resta altro che sedermi per terra e aspettare che gli altri cadano, sono stufo di lottare nel mio piccolo per una società che si merita tutti i problemi che ha, spero che il berl(weltr)usconismo dia il colpo di mazza a questo paese.

P.S una piccola anticipazione per tutti quelli che gioiscono alla vittoria del cavaliere pensando ad una diminuzione delle tasse, tanto per rinfrescare la memoria corta degli italiani


I cataloghi elettorali postalmarket e lo pseudo capitalismo politico

3 Aprile 2008

Ieri stavo rientrando in casa quando sotto il portone noto un depliant e una busta, il depliant raffigurava il faccione di casini con un sorrisetto mezzo accennato e il logo udc, la busta invece conteneva la solita lettera del nano pelato.

Ora, io vedo la politica come l’arte della gestione della società, la politica è una materia complessa, è lo strumento tecnico che serve per indirizzare la società verso un modo ideale basato su delle ideologie che possono essere condivisibili o meno… in teoria, nella pratica purtroppo, è lo strumento usato da una ristretta cerchia di persone, per accrescere o consolidare la loro posizione economica.

La sfera politica ormai non è altro che l’appendice istituzionale della macchina lobbistica imprenditoriale e finanziaria, e come tale, ne sfrutta i meccanismi, succede allora che i partiti assomiglino sempre di più a delle s.p.a., le imprese politiche più importanti si spartiscono il mercato elettorale cercando di far sparire i piccoli partiti rei di far disperdere troppo i voti, proprio come le grandi aziende che cercano di fagocitare le piccole imprese, si creano imprese politiche di facciata come i circhi della libertà, simili alle scatole cinesi, l’analogia è inquietante le stesse persone che invocano la non interferenza dello stato nell’economia non hanno niente da ridire nell’interferenza della finanza nella politica che dovrebbe essere lo strumento per far evolvere la società verso un qualcosa che si avvicina asintoticamente ad un ideale quasi utopico indipendentemente dall’ideologia che si persegue, e non per accrescere e per accentrare la ricchezza nelle mani di una ristretta schiera di gente.

Comunque sto divagando, tornando alle buste, una cosa fondamentale della politica pseudo capitalistica è la pubblicità, il messaggio politico è svuotato del suo significato, la politica è diventata mediatica, e la pubblicità e diventata parte del sistema politico, non ci si confronta sulle idee ma sulle apparizioni televisive, si ritoccano i volti dei manifesti per farli sembrare più giovani, ci si affida a dei consulenti d’immagine, è la politica da avanspettacolo, è la politica da postalmarket.

La politica quella vera, quella delle idee, dei sogni, delle utopie, è scomparsa dalla scena politica a parte “forse” qualche piccolo partito, anche la gente ha smesso di credere nelle idee, preferisce scegliere tra due aziende politiche con differenze irrilevanti, è un po come scegliere tra la cocacola e la pepsicola.

Ci vorrebbe un passo indietro, tornare a parlare di politica, tornare a scambiarsi idee e confrontarsi su di esse, abbandonare i cataloghi elettorali alla postalmarket, e cominciare a fare politica anche nel privato.

Per quanto riguarda i depliant elettorali me li tengo per precauzione, non si sa mai, sono una manna per i disturbi gastro intestinali.

ps oggi mi è arrivato quello del pd :-D