Standard superiori

21 Giugno 2008

Probabilmente sietè gia a conoscenza della norma inserita nel dll intercettazioni che fa si che se viene intercettato un prete si deve riferire l’accaduto al vescovo se invece viene intercettato un vescovo si deve comunicare la cosa direttamente al papa.

Non tutti la pensano nello stesso modo e non mi riferisco certo a quell’obrobrio di falsa opposizione di uolter, mi riferisco ai valdesi che chiedono di essere esentati da quella che nella lettera inviata al sottosegretario alla presidenza del consiglio gianni letta, viene definita testualmente:

Lasciamo ai giuristi valutare se si tratti di una semplice “esplicitazione” di norme preesistenti o se, piuttosto, non costituisca una forzatura tesa a garantire un privilegio a una istituzione religiosa, la Chiesa cattolica, che verrebbe preventivamente e tempestivamente informata di eventuali indagini a carico di religiosi, sacerdoti, vescovi.

e poi continua:

A valdesi e metodisti, infatti, non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda. Il senso di questo diniego sta in due argomenti: uno civile e laico, l’altro propriamente teologico.
Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse: e se non possiamo tollerare che lo Stato interferisca nella libera testimonianza della Chiesa o di qualsiasi altra comunità di fede, al tempo stesso non vediamo la ragione per la quale la Chiesa dovrebbe essere coinvolta nell’azione di un organo dello Stato quale la magistratura. Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche.

che dire tutto un’altro standard, potete leggere la lettera nella sua interezza in questa pagina


Arrakis: tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano

12 Giugno 2008

Silvestro Capelli è un umo come tanti, un ex dipendente di un importante stabilimento industriale, ma basta sentire la sua voce per capire che la sua vita di normale ha ben poco, a quest’uomo hanno rubato la voce, adesso parla con la voce tipica di chi è stato sottoposto a laringectomia, non è stato uno sfortunato incidente, ma una lunga esposizione alle polveri di amianto per tutto il periodo in cui lavorò per la breda fucine, e come lui tanti altri, altri ancora invece, non sono più in vita per poter raccontare la loro storia.

arrakis è un documentario, è un tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano, in questa pagina è possibile vedere tutti i blog che hanno aderito all’iniziativa, per vedere il documentario basta cliccare su uno di essi, oppure direttamente su youtube.

cito dal documentario

Tutti sapevano e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell’azienda. Lo sapeva l’assessorato alla sanità. Lo sapevano tutti, e non gli operai che c’erano dentro. E così ci hanno condannato a morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo all’interno della fabbrica. Perché le fabbriche non sono state costruite sotto una campana di vetro…

Il lavoro è lo strumento che ci permette di sopravvivere, di migliorare noi stessi e la società, ci permette di far parte di questa società, ma nel momento in cui diventa una malattia, nel momento in cui si comincia a morire di lavoro, si va a menomare la forza motrice di questo paese, che si sveglia ogni mattina per andare a lavorare con la preoccupazione di riuscire a tornare casa per poi ricominciare il giorno dopo.


Racconti fantastici di terre irreali e infinite

11 Giugno 2008

Ipotizziamo un paese ipotetico, che so lo chiamo ItaGlia, un paese strano, un paese che ha la forma di uno stivale, un paese in eterna contraddizione, un paese perennemente in lotta tra guelfi e ghibellini, bianchi o neri, Montecchi e Capuleti, un paese dove i suoi abitanti presi singolarmente sembrano tutte (o quasi) brave persone, ma che prese in gruppo formano un humus sociale talmente marcio da creare delle degenerazioni sociali paragonabili a quelle di qualche nazione del terzo mondo, un paese dove una notizia acquista verità soltanto se viene detta in tv.

Ipotizziamo adesso, che la popolazione di questo ipotetico paese, sia stata bombardata mediaticamente con notizie che avevano il fine di creare nel su detto humus sociale, un inesistente pericolo sicurezza, la gente comincia ad allarmarsi, del resto se tutti i telegiornali ti ripetono fino svenimento che in ItaGlia c’è un pericolo immigrazione, c’è un pericolo romeni, c’è un pericolo zingari, perché non crederci deve essere vero per forza.

Ipotizziamo adesso, che uno dei leader politici della classe dirigente di questo ipotetico paese, controlli il 95% delle televisioni, lo so sembra impossibile ma ricordo che siamo nel dominio delle ipotesi quindi l’impossibile non esiste.

Ipotizziamo adesso, che questo ipotetico leader politico sull’onda del terrorismo mediatico generato dalle televisioni da lui controllate, basi buona parte della sua campagna elettorale sul problema della sicurezza, restando sempre nel campo delle ipotesi, la coalizione guidata da questo ipotetico personaggio vince le elezioni.

Per rendere il quadro di questo ipotetico (e sfortunato) paese ancora più surreale, facciamo che questo leader politico ormai diventato presidente del consiglio, che da questo momento in poi chiameremo con un nome di fantasia: Silvio Berlbuffoni, abbia avuto diverse controversie con la giustizia, finite con qualche amnistia e una manciata di prescrizioni, siccome voglio rendere ancora più paradossale questo fantastico (nel senso peggiore del termine) scenario, facciamo che il su detto Berlbuffoni sia già stato al governo di questo congetturato paese, e che abbia varato una serie di riforme vergognose che avevano l’intento di creare situazioni vantaggiose per i guai giudiziari dello stesso,in qualsiasi paese normale un dirigente politico così sarebbe già stato silurato dai propri elettori, ma questo è un paese fittizio e quindi possiamo permetterci di rieleggerlo.

Siccome voglio proprio esagerare, ipotizziamo che questo assurdo leader politico oltre ai processi che hanno segnato la sua storia politica e imprenditoriale, abbia attualmente alcuni processi in corso.

Ipotiziamo adesso, che con la scusa di economizzare sulle spese di un altrettanto ipotetico ministero della giustizia, ma sopratutto facendo leva sull’opinione pubblica, menta senza ritegno, in merito alle intercettazioni “legali” da parte della magistratura e delle forze dell’ordine, annunciando una limitazione della libertà non solo degli enti predisposti a questo tipo di servizio, ma allargato anche ai giornalisti che osano pubblicare le su dette intercettazioni, pena 5 anni di reclusione.

A questo punto la mia mente comincia a tessere tele mentali alla velocità del pensiero, e non posso fare a meno di complicare ulteriormente questa incredibile storia, voglio superare me stesso ipotizzo allora che due dei processi in atto di questo fantomatico presidente del consiglio Silvio Berlbuffoni, siano arrivati alla luce delle cronache e della magistratura tramite delle intercettazioni.

Se questa situazione fosse accaduta nel mondo reale ci sarebbero migliaia di persone a manifestare, contro l’ennesima legge ad personam, impossibile che un governo che ha impugnato lo scettro della sicurezza e della certezza della pena avanzi delle proposte che andrebbero a ledere la sicurezza del cittadino, togliendo alle forze dell’ordine e alla magistratura gli strumenti per fare il loro mestiere, ma siccome stiamo parlando di un paese inventato, grazie ai limiti infiniti delle mie elucubrazioni mentali, stabilisco che la popolazione di questo paese rimanga indifferente di fronte a queste dichiarazioni.

A questo punto mi fermo e mi dico:

no è impossibile che esista un paese così, e impossibile che esista un popolo come quello descritto in questo abbozzo di romanzo, chi cerco di prendere in giro, si vede che non ho la stoffa per scrivere racconti seppur fantastici.

Va be pazienza non diventerò mai uno scrittore, tuttavia sono confortato dal fatto che per fortuna non vivo in un paese come quello su descritto “L’Itaglia”, ma in un paese dove il massimo dei problemi che mi creo è quello di abbozzare pseudo romanzi di fantapolitica.