Avvolte ritornano

24 gennaio 2009

Avete presente quando di fronte a dei problemi di diversa natura, c’è sempre qualcuno che non considerando molte cose, avanza delle soluzioni alquanto semplicistiche, del tipo: Il problema energia? mettiamo i pannelli solari nel deserto! , La spazzatura? spediamola nel sole! , La RAI? privatizziamola!

La favoletta della privatizzazione, si presenta ogni volta che si riaffaccia il problema della lottizzazione della RAI, e puntualmente, la risposta, la panacea di tutti i mali del servizio pubblico, è sempre la stessa privatizzare, sia dall’elettorato di centro destra e sempre più spesso anche da quello di centro sinistra, c’è questa voglia di cedere una dei patrimoni pubblici più importanti del paese.

rai-tv

Il tutto con la semplicissima scusa che in questo modo la su detta rai non sarebbe più il campo giochi dei partiti, il che è una palese bugia, in quanto se l’essere privatizzata garantisca di per se l’obbiettività, non che l’equidistanza dalle varie forze politiche, allora mediset dovrebbe essere il polo televisivo più obbiettivo di tutti, ma la realtà ci insegna che di mediaset si può dire tutto tranne che sia una tv obbiettiva ed equidistante dalle varie forze politiche.

Chi dovrebbe prendere le redini della rai, gli si domanda l’orientamento politico? o più semplicemente diventerebbe il giocattolo imprenditoriale di qualche gruppo di potere, o meglio ancora la si cederà ai soliti amici degli amici, magari si costituisce una cordata stile alitalia.

Sembrano tanti fanatici delle privatizzazioni chi per l’insofferenza di rai 3, chi per non pagare il canone, chi per pura ideologia, qualcuno di questi ultimi anche tra le file del così detto centro sinistra, stupidamente vedono nella gestione del privato la soluzione ai diversi problemi ed inefficienze del paese, come se i media privati non fossero schiavi dell’interesse politico di chi li detiene.

l’idea di privatizzare la rai nasconde interessi economici non indifferenti, mentre per tutti i fanatici delle privatizzazioni, solo miopia ideologica, la rai può diventare l’unica alternativa al vuoto informativo di questo paese, a patto che non finisca in mani private.


Sorridi è solo un ateobus

14 gennaio 2009

Ha fatto un po di rumore la campagna promossa dallo UAAR, in merito all’ateobus, il messaggio è chiaramente ironico e non offensivo:

La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno

E’ un messaggio ironico non ci vuole mica un miracolo per capirlo, tuttavia nella pseudo cattolica Italia il senso dell’umorismo è un concetto astratto.

humor

Non potevano non levarsi le critiche da parte di esponenti religiosi, politici, e perfino da parte del responsabile che cura la campagna pubblicitaria che mettendo le mani avanti dice

Abbiamo appreso quale fosse il messaggio destinato allo spazio pubblicitario dei due autobus dell’Amt di Genova leggendo i giornali oggi, anche perché la prenotazione degli spazi era stata appena fatta

Dicendo inoltre che la concessione degli spazzi pubblicitari non è scontata, di fatti il bozzetto della campagna deve superare i controlli, che in base al codice di auto disciplina pubblicitaria, non deve contenere messaggi offensivi in materia di religione.

La cosa simpatica è che la campagna è stata definita FOLCLORISTICA dai rappresentanti locali delle comunità islamiche ed ebraiche, prendo nota che finalmente si è trovato un fronte comune per far andare d’accordo le due religioni :-)

Monsignor Marco Doldi definisce la campagna

un evidente caduta d stile… la questione su Dio è affrontata con la pubblicità, che non permette alcun confronto…

Evidentemente era meglio da vespa, e poi che confronto ci dovrebbe essere sull’esistenza di dio?

Come se non bastasse ci mancava il teatrino della politica, a dire il vero l’autobus ateo è l’ultimo dei loro pensieri, tuttavia il ruolo esige una indignazione e loro come tante belle marionette si indignano, evidentemente provocare l’indignazione a comando di queste persone inutili è semplicissimo basta una battuta, “una risata vi seppellirà” è proprio il caso di dirlo :-D

Si indigna la subrettina Gabriella Carlucci, che nella sua immeritata veste di vicepresidente della commissione infanzia, sproloquia:

“una provocazione offensiva” in particolare per i cattolici utenti del servizio di trasporto pubblico

“costretti a sopportare slogan e volgare ironia sui propri simboli religiosi” (  l’autobus?  :-D  )

Non so se vi ricordate ma Gabriellina era quella che farneticava di stipendi dei parlamentari troppo bassi, e di operai fortunati e senza problemi, per non parlare della sua pretesa di conoscere la fisica quanistica meglio di un premio nobel.

Sconcertato e rattristato anche il povero Maurizzio Gasparri, mentre il presidente della regione veneto attacca il sindaco di genova citando De Andrè, bisognerà pagare un’altro autobus per pubblicizzare una volta scoperto il nesso tra la campagna pubbliicitaria ed il compianto Cantautore.

In definitiva tutta una sequele di gente che si strappa le vesti vaneggiando di blasfemità, gay pride, politici della lega nord che incitano a non pagare il biglietto, ( sti leghisti più che fessi son tirchi )

Ma in assoluto la replica migliore è quella dell’associazione Giovine Italia che darà il via ad una campagna pubblicitaria, con lo slogan

“Dio esiste ed è Gesù. Venite a incontrarlo con noi”

per la serie non nominare il nome di dio invano, scrivilo invece sulla fiancata di un autobus, chi sa se i rappresentanti ebraici ed islamici saranno d’accordo :-D


Non paghi le tasse? la regione Sicilia ti premia

1 ottobre 2008

Mi risulta difficile dirlo ma siamo arrivati al punto di rimpiangere Totò, e non mi riferisco certo al principe Antonio De Curtis, ma indubbiamente al meno nobile Salvatore Cuffaro (più o meno).

Il parlamento siciliano ha abrogato una legge della finanziaria 2008 che impediva agli evasori fiscali di ricevere finanziamenti regionali, nota fatta inserire da Cuffaro…

Una volta tanto che aveva fatto qualcosa di buono…

Tu non paghi le tasse e la regione ti premia, anzi ti premiano i contribuenti siciliani, che oltre a permettere con le loro tasse di gonfiare il portafogli degli evasori, che riceveranno per grazia ricevuta i contributi regionali, si fanno carico anche delle tasse che non vengono pagate dai su detti criminali… o ma che ho detto!!!!! non sia mai che si criminalizzino gli evasori fiscali, del resto si sa loro sono soltanto vittime di uno stato vampiro, sudditi di uno stato burocrate e illiberale.

Ma chi sono in realtà queste vittime sacrificali del fisco, basta vedere chi ha chiesto a gran voce l’eliminazione di questa legge, che risponde al nome di Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (fonte)

Ognuno tiri le sue conclusioni, io ricordo soltanto che nel paese che ricopre il primato dell’evasione fiscale in Europa, la percentuale di reddito evaso per quanto riguarda la categoria in questione è nell’ordine dell’11% secondo i dati rilasciati da l’associazione contribuenti italiani (fonte)


Coerenza e lega nord non possono coesistere nello stesso universo

6 settembre 2008

pena il collasso dello stesso


Quando il governo pare più a sinistra del PD, l’intervento statale per arginare l’assurdo aumento dei prezzi.

29 agosto 2008

Evidentemente in quell’agglomerato di anime che hanno il solo scopo di contribuire all’entropia dell’universo ogni tanto balena qualche idea sensata.

Il ministro per le politiche agricole alimentari Luca Zaia, lancia la proposta di calmierare i prezzi di alcuni prodotti di prima necessità, ovvero fissare un prezzo politico per quanto riguarda la pasta il pane e il latte.

Che ci siano delle speculazioni del settore agro alimentare, a cominciare dalla grande distribuzione fino al piccolo market sotto casa, è noto a tutti, gli operatori di questo settore sono stati lasciati liberi di poter fare il bello e il cattivo tempo, sfruttando l’ingresso dell’euro come pretesto per poter gonfiare i prezzi dei propri prodotti fin oltre il doppio del corrispettivo in lire.

É auspicabile oltre che logico che lo stato intervenga a limitare i prezzi quanto meno dei generi di prima necessità, indipendentemente da chi è al governo.

La favoletta del libero mercato ha fallito, e  questi sono i prezzi stabiliti da libero mercato, un mercato libero di poter creare cartelli e di speculare sulle spalle del consumatore.

Immediata e scontata la risposta delle associazioni dei consumatori, come scontata la risposta dell’istituto Bruno Leoni che riporto testualmente:

….non è certo compito del ministro gestire le relazioni tra chi produce e chi compra. Invece che pretendere di bacchettare i liberi imprenditori che producono pane o pasta, Zaia farebbe bene – da ministro – a vedere se non vi sono strozzature legali che impediscono al mercato e alla concorrenza di tutelare nel migliore dei modi il consumatore….

fonte

Insomma la soluzione liberista sarebbe sempre quella, liberalizzare ancora di più il settore in modo che il mercato e la concorrenza si autoregolino da soli. . . . . . .

In definitiva non posso che plaudire alla proposta del ministro Zaia, sperando che le forze interne al governo e all’opposizione(va be chiamiamola così una volta tanto) non creino problemi.


I meno peggio…

11 maggio 2008

Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio.

Finocchiaro Anna: capogruppo al senato per il PD

fonte


Si scrive PD si legge PDL

5 maggio 2008

Siamo abituati alle esternazioni fuori luogo del leader del pdl nella sua carriera politica ce ne ha regalate di tutti i colori e per tutte le salse con conseguente indignazione di tutti quelli che adesso militano o gravitano nel pd.

Questa volta invece è Massimo D’alema che ci regala una perla degna di nota.

Ieri a “in mezz’ora” la giornalista Lucia Annunziata intervista Massimo D’alema, si parla un po di tutto dalla crisi della sinistra ( eureka! vengo a sapere che esiste una sinistra in Italia), della ennesima questione Calderoli, si parla del PD e della sua opposizione, e qui baffetto da il meglio di se, parla di un grande partito di centro sinistra, parla del fatto che il PD non è la classica sinistra, non è una sinistra progressista ma è una sinistra di centro (se diceva riformista davo un pugno al televisore), talmente di centro che arriva ad avanzare l’ipotesi di alleanze non sono con la sinistra progressista (il quale aveva preso le distanze circa 5 minuti prima) ma anche con l’udc, in continuazione con la tendenza centrista di questo clone di forza italia, in perfetto stile Partito Fessocratico, tutti insieme appassionatamente socialisti, clericali, liberisti, radicali, laici ecc. ecc. tutti insieme o alleati di quel circo che si ostinano a definire sinistra.

Ma la cosa più assurda la dice verso la fine della trasmissione parlando di poteri forti D’alema dice testualmente:

Il vero problema italiano e’ che da noi i poteri forti non ci sono. Io ritengo che noi paghiamo il prezzo di una certa debolezza. Forse da noi e’ piu’ forte un certo tessuto di medie imprese che si sono rinnovate e che competono sui mercati internazionali ma che non hanno grande peso sulla vita politica e sui mezzi di informazione nel nostro paese

sinceramente questa cosa me la sarei aspettata da un Bondi o uno Schifani, sono gli effetti del berlusconismo, si manipola la realtà cercando di deviare l’attenzione su altre cose, improvvisamente in Italia non solo non esistono dei veri poteri forti ma è anche un motivo di demerito, secondo il ministro degli esteri in Italia ci sono soltanto delle piccole e medie imprese che non hanno nessun potere sulla politica e sui mezzi di informazione, e il bello e che successivamente parla di Berlusconi come esempio di questa imprenditoria debole, l’uomo che ha consolidato il suo impero grazie alla politica e ai mezzi di informazione.

Viva la coerenza… a parte questo comunque la tesi che in Italia non esistono dei veri poteri forti che non fanno nessuna pressione sulla politica è semplicemente assurda, basta vedere le lobby di riferimento del Partito Democratico in primis le grandi banche internazionali.

Ancora una volta il PD si domostra per quello che è un ammasso di potere senza ideologia che nonostante l’apparente opposizione al governo berlusconi trova nel berlusconismo un ottimo alleato.


I cataloghi elettorali postalmarket e lo pseudo capitalismo politico

3 aprile 2008

Ieri stavo rientrando in casa quando sotto il portone noto un depliant e una busta, il depliant raffigurava il faccione di casini con un sorrisetto mezzo accennato e il logo udc, la busta invece conteneva la solita lettera del nano pelato.

Ora, io vedo la politica come l’arte della gestione della società, la politica è una materia complessa, è lo strumento tecnico che serve per indirizzare la società verso un modo ideale basato su delle ideologie che possono essere condivisibili o meno… in teoria, nella pratica purtroppo, è lo strumento usato da una ristretta cerchia di persone, per accrescere o consolidare la loro posizione economica.

La sfera politica ormai non è altro che l’appendice istituzionale della macchina lobbistica imprenditoriale e finanziaria, e come tale, ne sfrutta i meccanismi, succede allora che i partiti assomiglino sempre di più a delle s.p.a., le imprese politiche più importanti si spartiscono il mercato elettorale cercando di far sparire i piccoli partiti rei di far disperdere troppo i voti, proprio come le grandi aziende che cercano di fagocitare le piccole imprese, si creano imprese politiche di facciata come i circhi della libertà, simili alle scatole cinesi, l’analogia è inquietante le stesse persone che invocano la non interferenza dello stato nell’economia non hanno niente da ridire nell’interferenza della finanza nella politica che dovrebbe essere lo strumento per far evolvere la società verso un qualcosa che si avvicina asintoticamente ad un ideale quasi utopico indipendentemente dall’ideologia che si persegue, e non per accrescere e per accentrare la ricchezza nelle mani di una ristretta schiera di gente.

Comunque sto divagando, tornando alle buste, una cosa fondamentale della politica pseudo capitalistica è la pubblicità, il messaggio politico è svuotato del suo significato, la politica è diventata mediatica, e la pubblicità e diventata parte del sistema politico, non ci si confronta sulle idee ma sulle apparizioni televisive, si ritoccano i volti dei manifesti per farli sembrare più giovani, ci si affida a dei consulenti d’immagine, è la politica da avanspettacolo, è la politica da postalmarket.

La politica quella vera, quella delle idee, dei sogni, delle utopie, è scomparsa dalla scena politica a parte “forse” qualche piccolo partito, anche la gente ha smesso di credere nelle idee, preferisce scegliere tra due aziende politiche con differenze irrilevanti, è un po come scegliere tra la cocacola e la pepsicola.

Ci vorrebbe un passo indietro, tornare a parlare di politica, tornare a scambiarsi idee e confrontarsi su di esse, abbandonare i cataloghi elettorali alla postalmarket, e cominciare a fare politica anche nel privato.

Per quanto riguarda i depliant elettorali me li tengo per precauzione, non si sa mai, sono una manna per i disturbi gastro intestinali.

ps oggi mi è arrivato quello del pd :-D


Italian system

1 marzo 2008

Ha fatto diverso rumore la trasmissione di la7 chiamata “Italian job”, trasmissione dove un attore si traveste di volta in volta volta da politico da imprenditore ecc. per vedere le reazioni di altri politici, giornalisti…

Il caso è stato creato in particolare da un servizio dove l’attore di cui sopra si traveste da emissario di una importante e fittizia impresa russa che gestisce dei casinò (altrettanto fittizi) in Europa dell’est e in sud America, la stessa è intenzionata ad aprire dei casinò in Italia, tuttavia la legge non lo consente, e quindi cosa si fa?

si crea una lobby ovvero un gruppo di persone che fanno pressioni sulle istituzioni, agendo su quelle singole pedine che hanno una posizione strategica nella enorme scacchiera della macchina istituzionale.

Quello che sorprende di tutta questa vicenda non è tanto il fatto che ci siano delle lobby o che ci siano dei politici disposti ad avere rapporti con queste lobby, ma la semplicità con cui è stato messo in piedi un gruppo di pressione (anche se fittizio) che tramite finanziamenti al politico o partito di turno (dicesi anche tangenti legalizzate) influenza di fatto la politica in modo che alcune decisioni siano coerenti con gli interessi di questo gruppo di persone, in questo caso con gli interessi di un finta società russa che vuole investire in Italia.

Praticamente è la versione in grande del vecchio e collaudato mangia e fai mangiare (a spese della società)
dopo questo quadro, ripeto niente di nuovo sotto il sole, ma vedere la semplicità con cui è possibile mettere in piedi un vero e proprio complotto, la prospettiva che si ha nei confronti delle dichiarazioni di politici e partiti cambia sensibilmente.

Come si fa a sapere se le decisioni prese da un governo sono frutto di manovre politiche o di pressioni da parte dei vari gruppi di potere, come si fa a sapere se quella privatizzazione o quella manovra fiscale al posto di un’altra, quella dichiarazione buttata un po così in merito ad un particolare tema non siano altro che i soliti “regali agli amici”.

lungi da me mettere in relazione queste scelte politiche che comunque possono essere condivisibili o meno, con degli ipotetici scenari come quelli descritti in testa al post, io non ho le informazioni necessarie per dimostrare il contrario tanto meno è mia intenzione farlo.

Prendendo atto della facilità con cui le lobby influiscono nella politica di questo paese, mi domando come sia possibile che certe degenerazioni della gestione della cosa pubblica siano così radicate nel sistema politico come evidenziato dalla trasmissione di Paolo Calabresi.

Possibile che la gente ritenga normale simili comportamenti da parte della nostra classe dirigente, a parte l’indignazione ad intervalli regolari, o al limite un vaffanculo, per poi tornare a farci i nostri porci comodi?.

Intanto questa mattina leggendo le notizie ho notato queste due cose 1 e 2.


Una foto che vale più di mille parole

12 febbraio 2008

Il premier Zapatero mentre esprime il proprio dissenso per gli attacchi contro il governo e il partito da parte delle gerarchie ecclesiastiche

Zapatero ha inoltre ricordato che durante i governi di Aznar la chiesa si guardò bene dal dispensare attacchi contro il governo: fonte
E in Italia invece chi abbiamo?

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