Adoro il natale

Anche quest’anno purtroppo è arrivato il natale, la festività più falsa e ipocrita di tutto il mondo occidentale, e non mi riferisco al fatto che in realtà il natale è una festa pagana usurpata dai cattolici, mi riferisco alla conseguente follia collettiva che ne deriva.

Si comincia con gli addobbi natalizi, la ricerca dell’ornamento speciale, unico, da affiggere sull’albero di natale sempre più elaborato, lo stesso che successivamente dovrà superare la prova ospiti, i complimenti spesso di circostanza, che riceverà saranno motivo di vanto per chi avrà addobbato il santo arbusto plastificato, ma accanto all’albero non può mancare un altra realizzazione natalizia spesso ben più importante, mi riferisco al presepe, una ricostruzione scenografica in scala variabile della nascita di un personaggio storicamente non accertato che risponde al nome di gesù.

I presepi spesso sono ricostruzioni che all’apparenza sfidano le leggi fisiche degno del peggior film di fantascienza se non horror, è solito trovarvici infatti deserti innevati solcati da fiumi, mulini a vento mulini ad acqua rigorosamente più piccoli dei loro occupanti il quale spesso rappresentati mentre si accingono a svolgere i loro affari quotidiani, come l’allevamento di creature all’apparenza uguali alle nostre pecore, mucche e altri animali da cortile, affetti però da varie patologie che sfociano nel gigantismo.

Anche il presepe è soggetto alle verifiche di conformità natalizie ad opera degli ospiti, che con occhio critico e tecnico analizzano fin nei minimi dettagli ogni casa ogni mulino, cercando di comprendere le difficili dinamiche dei fluidi che dominano le varie cascate, i ruscelli, i pozzi, ma il vero intento è quello di carpire i segreti del processo di realizzazione del presepe in modo da poterli replicare in proprio.

Ma la vanità natalizia tocca il suo apice negli addobbi per esterni, una perenne gara con i vicini di casa a chi metterà su porte balconi e finestre gli addobbi luminosi e non, più originali, ed ecco che i vari quartieri si riempiono di luci intermittenti al limite dello psichedelico, tubi luminosi che si aggrovigliano sulle ringhiere, stelle cadenti, campane, angeli e addobbi vari su porte e finestre fino ad arrivare ai babbo natale a grandezza naturale che pendono dalle balconate, tutto questo alla fine non è altro che la versione natalizia dell’io c’è l’ho più grande del tuo.

Si continua con la corsa ai regali, l’annuale pellegrinaggio verso i luoghi di culto del commercio più sfrenato, alla ricerca del regalo perfetto con un occhio all’originalità e un altro al portafogli, il tutto dopo aver fatto l’annuale censimento parentale dividendo i propri “cari” in due categorie quelli che riceveranno un regalo e quelli che dovranno accontentarsi del panettone, questi ultimi a loro volta verranno divisi in altre due categorie, quelli che riceveranno un panettone di marca e quelli che dovranno accontentarsi di un misero panettone sottocosto (se si riesce a trovarli).

I bambini come non parlare dei bambini, dopo l’ennesima recita religiosa l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie (spacciata come una cosa normale di qualsiasi paese laico), i bambini tornano a casa contenti del fatto che non vedranno più ne insegnanti ne compiti per casa (come dargli torto) ma sopratutto perché riceveranno tanti bei regali di natale, sopratutto dopo l’opera di persuasione di nonni e zii per indirizzarli tacitamente verso il regalo desiderato ( meravigliosa innocenza dei bambini….. mica tanto).

Un’altra cosa tipica del natale, è l’adorato e allo stesso tempo temuto cenone di natale, adorato perché dopo tante fatiche, pellegrinaggi nei luoghi sacri dei negozianti e transumanze natalizie per far visita a parenti che spesso non si ha nemmeno voglia di vedere…. si mangia haaa! vai riempi il piatto dai che ho fame, dov’è il pane passatemi il pane… e ci si abbuffa per poter riacquistare le energie perse durante i giorni pre-natele, che non ha niente a che vedere con la gravidanza, quel gonfiore allo stomaco che sentite è solo l’effetto di quel piatto e mezzo di pasta al forno che avete facocizzato. Tutta via come detto prima, il cenone di natale viene anche temuto sopratutto da chi dopo sommerso dai sensi di colpa andrà ad iscriversi alla palestra per cercare di smaltire il maiale precedentemente mangiato.

Concludendo il natale non non piace a nessuno, se non ai bambini anche se più che altro la loro gioia deriva dal fatto che il periodo natalizio è uno di quei pochi giorni l’anno dove ci si può permettere di svegliarsi tardi non andare a scuola, e infine ricevere tanti regali.

Haaaa dimenticavo, Buon natale😀

8 risposte a Adoro il natale

  1. stevenworldnow scrive:

    Colgo dell’ironia e dell’ateismo nel tuo post. Secondo fonti storiche Gesù sarebbe nato a Settembre per la precisione…. Però se pensi al libero arbitrio, anche da ateo, è una cosa che anche a te fa gioco: non potresti pensarla così se non fossi “libero” o sbaglio? Buon Natale anche a te.😉

    P.S.: Studiando ho imparato che anche gli atei hanno un loro Dio: può essere il denaro come il materialismo in senso lato…. Dimmi se sbaglio.😀

  2. Comicomix scrive:

    Un articolo in cui il sarcasmo impera. Ci si diverte, e si riflette.
    Io (che non sono credente) penso che il natale rappresenta la festa della vita (la nascita) e l’esaltazione dell’umiltà e della bontà come valori (il re dei re che nasce da un umile famiglia in una mangiatoia.
    De Andrè disse che Gesù è stato il più grande rivoluzionario della storia. Non credo che possa vedere come hanno ridotto la sua festa, ma non credo che ne sarebbe lieto.
    Un sorriso in libertà
    Mister X di Comicomix

  3. nino84 scrive:

    @stevenworldnow

    buon natale anche a te🙂 non voleva essere una post critico ma soltanto ironico

    per quanto riguarda la tua domanda, ho notato in alcuni atei una propensione verso uno scetticismo sterile un negare ad oltranza, da questo punto di vista la religione di alcuni di loro è lo scetticismo fine a se stesso, per quanto riguarda l’attaccamento al denaro e il materialismo si riscontrano tra le persone indipendentemente dal fatto che siano credenti o meno, il che è un problema comunque

    @comicomix

    io preferisco dare un significato diverso, la penso come i giapponesi, il natale deve essere visto un po come la festa della famiglia tutto il resto è futile

  4. stevenworldnow scrive:

    In molte cose che dici mi trovi concorde: per quanto riguarda l’attaccamento al denaro e al materialismo in generale penso serpeggi un pò dentro a tutti. Ma su molti ha più presa: rifletti bene…. Se non hai niente che T sollevi l’animo, che T dia la forza D andare avanti cmq… Beh credo che sia una facile preda più D chiunque altro, il danaro. Stop.

  5. nino84 scrive:

    secondo me l’errore che fai è questo, tu dai per scontato che soltanto dio ti aiuti ad andare avanti il che non è assolutamente vero

  6. stevenworldnow scrive:

    Mmm… No se una cosa faccio è proprio non dare niente per ovvio. Sono cresciuto ( come forse avrai capito ) con un’educazione cattolico – cristiana però. Logico quindi che riporti nella fede le mie attenzioni nei momenti, come dire, bui della mia esistenza. E non solo in quelli. Riesco difficilmente ad immaginare, quindi, una vita senza fede. Infondo una fede, a modo nostro, l’abbiamo tutti: chi in Dio, che è il fulcro D tutte le religioni ( che T piaccia o meno ), chi in un dio minore, che può essere consumismo sfrenato ( quindi denaro ), chi in altro… Se leggi sul vocabolario il significato della parola fede T troverai di fronte ad una realtà per te magari inconcepibile: fede significa riporre fiducia in qualcuno o qualcosa. Chi non ha fede ( in generale ) è un uomo solo. Se C pensi… la fede e la preghiera sono nella religione ciò che nella filosofia è il pensiero… Forse per te è una triste realtà questa.

  7. nino84 scrive:

    il fatto è che non tutti si rifanno ad un dio per il semplice motivo che non tutti credono in un dio, c’è chi fa affidamento in dio chi in se stesso chi negli amici chi nei propri ideali ecc ecc, ti assicuro che chi non crede in dio ha gli stessi problemi quotidiani di chi ci crede.
    Io non capisco sinceramente questo insistere sul fatto che chi non crede in dio non ha punti di riferimento, basterebbe accettare il fatto che non tutte le persone ci credono e che quelli che non ci credono non ne sentono il bisogno.
    Quando dici, la fede e la preghiera sono nella religione ciò che nella filosofia è il pensiero, secondo me sbagli in quanto la fede è una questione di credo nel senso che credere in dio è una questione di fede assoluta senza riflessione di qualche tipo (mistero della fede) la preghiera invece è un modo di entrare in contatto con il proprio dio, mentre il pensiero e tutt’altra cosa.

  8. stevenworldnow scrive:

    No io parto dal fatto che ognuno ha le sue idee, ma essendo cristiano e cattolico ( quindi credente ) io la penso come ho scritto. Punto. La fede, ribadisco, non è un concetto legato esclusivamente a Dio inteso come tu esponi. La fede è qualcosa D più. La fede ( e quindi la fiducia ) è legata ad amici, parenti, partner e, più in generale, al mondo che C circonda… Vuoi vedere che alla fin fine ( religione a parte ) la si pensa più o meno uguale? Per concludere: la frase che ho citato non è mia. E’ D un poeta tedesco… Forse hai ragione tu: Un amico fedele è protezione potente: chi lo trova, trova un tesoro. Siraclide, Libro Sapienziale ( AT 14, 16 ). Ciaoo

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