Italian system

Ha fatto diverso rumore la trasmissione di la7 chiamata “Italian job”, trasmissione dove un attore si traveste di volta in volta volta da politico da imprenditore ecc. per vedere le reazioni di altri politici, giornalisti…

Il caso è stato creato in particolare da un servizio dove l’attore di cui sopra si traveste da emissario di una importante e fittizia impresa russa che gestisce dei casinò (altrettanto fittizi) in Europa dell’est e in sud America, la stessa è intenzionata ad aprire dei casinò in Italia, tuttavia la legge non lo consente, e quindi cosa si fa?

si crea una lobby ovvero un gruppo di persone che fanno pressioni sulle istituzioni, agendo su quelle singole pedine che hanno una posizione strategica nella enorme scacchiera della macchina istituzionale.

Quello che sorprende di tutta questa vicenda non è tanto il fatto che ci siano delle lobby o che ci siano dei politici disposti ad avere rapporti con queste lobby, ma la semplicità con cui è stato messo in piedi un gruppo di pressione (anche se fittizio) che tramite finanziamenti al politico o partito di turno (dicesi anche tangenti legalizzate) influenza di fatto la politica in modo che alcune decisioni siano coerenti con gli interessi di questo gruppo di persone, in questo caso con gli interessi di un finta società russa che vuole investire in Italia.

Praticamente è la versione in grande del vecchio e collaudato mangia e fai mangiare (a spese della società)
dopo questo quadro, ripeto niente di nuovo sotto il sole, ma vedere la semplicità con cui è possibile mettere in piedi un vero e proprio complotto, la prospettiva che si ha nei confronti delle dichiarazioni di politici e partiti cambia sensibilmente.

Come si fa a sapere se le decisioni prese da un governo sono frutto di manovre politiche o di pressioni da parte dei vari gruppi di potere, come si fa a sapere se quella privatizzazione o quella manovra fiscale al posto di un’altra, quella dichiarazione buttata un po così in merito ad un particolare tema non siano altro che i soliti “regali agli amici”.

lungi da me mettere in relazione queste scelte politiche che comunque possono essere condivisibili o meno, con degli ipotetici scenari come quelli descritti in testa al post, io non ho le informazioni necessarie per dimostrare il contrario tanto meno è mia intenzione farlo.

Prendendo atto della facilità con cui le lobby influiscono nella politica di questo paese, mi domando come sia possibile che certe degenerazioni della gestione della cosa pubblica siano così radicate nel sistema politico come evidenziato dalla trasmissione di Paolo Calabresi.

Possibile che la gente ritenga normale simili comportamenti da parte della nostra classe dirigente, a parte l’indignazione ad intervalli regolari, o al limite un vaffanculo, per poi tornare a farci i nostri porci comodi?.

Intanto questa mattina leggendo le notizie ho notato queste due cose 1 e 2.

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