Racconti fantastici di terre irreali e infinite

Ipotizziamo un paese ipotetico, che so lo chiamo ItaGlia, un paese strano, un paese che ha la forma di uno stivale, un paese in eterna contraddizione, un paese perennemente in lotta tra guelfi e ghibellini, bianchi o neri, Montecchi e Capuleti, un paese dove i suoi abitanti presi singolarmente sembrano tutte (o quasi) brave persone, ma che prese in gruppo formano un humus sociale talmente marcio da creare delle degenerazioni sociali paragonabili a quelle di qualche nazione del terzo mondo, un paese dove una notizia acquista verità soltanto se viene detta in tv.

Ipotizziamo adesso, che la popolazione di questo ipotetico paese, sia stata bombardata mediaticamente con notizie che avevano il fine di creare nel su detto humus sociale, un inesistente pericolo sicurezza, la gente comincia ad allarmarsi, del resto se tutti i telegiornali ti ripetono fino svenimento che in ItaGlia c’è un pericolo immigrazione, c’è un pericolo romeni, c’è un pericolo zingari, perché non crederci deve essere vero per forza.

Ipotizziamo adesso, che uno dei leader politici della classe dirigente di questo ipotetico paese, controlli il 95% delle televisioni, lo so sembra impossibile ma ricordo che siamo nel dominio delle ipotesi quindi l’impossibile non esiste.

Ipotizziamo adesso, che questo ipotetico leader politico sull’onda del terrorismo mediatico generato dalle televisioni da lui controllate, basi buona parte della sua campagna elettorale sul problema della sicurezza, restando sempre nel campo delle ipotesi, la coalizione guidata da questo ipotetico personaggio vince le elezioni.

Per rendere il quadro di questo ipotetico (e sfortunato) paese ancora più surreale, facciamo che questo leader politico ormai diventato presidente del consiglio, che da questo momento in poi chiameremo con un nome di fantasia: Silvio Berlbuffoni, abbia avuto diverse controversie con la giustizia, finite con qualche amnistia e una manciata di prescrizioni, siccome voglio rendere ancora più paradossale questo fantastico (nel senso peggiore del termine) scenario, facciamo che il su detto Berlbuffoni sia già stato al governo di questo congetturato paese, e che abbia varato una serie di riforme vergognose che avevano l’intento di creare situazioni vantaggiose per i guai giudiziari dello stesso,in qualsiasi paese normale un dirigente politico così sarebbe già stato silurato dai propri elettori, ma questo è un paese fittizio e quindi possiamo permetterci di rieleggerlo.

Siccome voglio proprio esagerare, ipotizziamo che questo assurdo leader politico oltre ai processi che hanno segnato la sua storia politica e imprenditoriale, abbia attualmente alcuni processi in corso.

Ipotiziamo adesso, che con la scusa di economizzare sulle spese di un altrettanto ipotetico ministero della giustizia, ma sopratutto facendo leva sull’opinione pubblica, menta senza ritegno, in merito alle intercettazioni “legali” da parte della magistratura e delle forze dell’ordine, annunciando una limitazione della libertà non solo degli enti predisposti a questo tipo di servizio, ma allargato anche ai giornalisti che osano pubblicare le su dette intercettazioni, pena 5 anni di reclusione.

A questo punto la mia mente comincia a tessere tele mentali alla velocità del pensiero, e non posso fare a meno di complicare ulteriormente questa incredibile storia, voglio superare me stesso ipotizzo allora che due dei processi in atto di questo fantomatico presidente del consiglio Silvio Berlbuffoni, siano arrivati alla luce delle cronache e della magistratura tramite delle intercettazioni.

Se questa situazione fosse accaduta nel mondo reale ci sarebbero migliaia di persone a manifestare, contro l’ennesima legge ad personam, impossibile che un governo che ha impugnato lo scettro della sicurezza e della certezza della pena avanzi delle proposte che andrebbero a ledere la sicurezza del cittadino, togliendo alle forze dell’ordine e alla magistratura gli strumenti per fare il loro mestiere, ma siccome stiamo parlando di un paese inventato, grazie ai limiti infiniti delle mie elucubrazioni mentali, stabilisco che la popolazione di questo paese rimanga indifferente di fronte a queste dichiarazioni.

A questo punto mi fermo e mi dico:

no è impossibile che esista un paese così, e impossibile che esista un popolo come quello descritto in questo abbozzo di romanzo, chi cerco di prendere in giro, si vede che non ho la stoffa per scrivere racconti seppur fantastici.

Va be pazienza non diventerò mai uno scrittore, tuttavia sono confortato dal fatto che per fortuna non vivo in un paese come quello su descritto “L’Itaglia”, ma in un paese dove il massimo dei problemi che mi creo è quello di abbozzare pseudo romanzi di fantapolitica.

2 risposte a Racconti fantastici di terre irreali e infinite

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