L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

Il giornale di partito vaticano ha pubblicato un editoriale (per altro senza firma) che critica duramente i tagli alla scuola, da parte del ministero dell’istruzione, fin qui tutto bene nulla da dire, se non fosse che le scuole che stanno a cuore al giornale dei vescovi italiani non sono quelle pubbliche ma quelle private, il che sono per lo più cattoliche.

Non solo, oltre alla palese insofferenza per le scuole pubbliche che tolgono tanta carne da macello ai diplomifici cattolici, l’avvenire la fa un tantino fuori dal vasino, quando parla di un cospicuo aumento per l’istruzione statale, del resto tutte le manifestazioni di questi giorni non erano una contestazione per il taglio di 8 miliardi di euro e per le migliaia di posti in meno che si preannunciano, era solo una parata di ringraziamento.

Del resto non si capisce cosa dovrebbe fregare ai vescovi degli ipotetici finanziamenti del ministero alla scuola pubblica, sembra più una ripicca.

E per rincarare ancora la dose parla di discriminazione degli studenti che scelgono di frequentare le scuole private.

E’ il caso di ricordare ai vescovi che l’articolo 33 della costituzione recita testualmente:

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Evidentemente i vescovi redattori di questo editoriale non hanno ben presente il significato di senza oneri per lo stato.

Ci sarebbe anche da dire che questa insofferenza verso la scuola pubblica è alquanto insensata, visto che lo stato italiano permette agli insegnanti di religione cattolica di fare la loro opera di plagio nell’orario curricolare delle lezioni (spesso discriminando i non credenti), oltre a pagargli lo stipendio ben più alto dei rispettivi professori delle altre materie, senza considerare il fatto che per i su detti insegnanti di religione, l’iter previsto per l’insegnamento di catechismo negli istituti pubblici, si limita alla semplice autorizzazione del vescovo.fonte

Tutto questo in aperta violazione delle leggi comunitarie non che italiane, se ci sono persone che dovrebbero sentirsi discriminate, questi sono proprio tutti gli altri insegnanti.

3 risposte a L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

  1. samie scrive:

    Parole sante mi verrebbe da dire…ma si potrebbe sospettare una mia connivenza con gli ambienti clericali ;-D

  2. nino84 scrive:

    @samie

    se è così torna sulla retta via🙂

  3. giulia zeta scrive:

    Preoccupazione inutile quella dei vescovi: il cavalier pinocchio ha già loro promesso un incremento finanziario, sparagnando sulla scuola pubblica. Probabilmente sono poco aggiornati, così presi a contar denari, pardòn, preghiere. saluti giuliazeta

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