Soltanto pena

8 aprile 2009

“Il Signore ha voluto in questa settimana santa che in qualche modo anche loro partecipassero al mistero della sua passione. Vogliamo vedere qualcosa di positivo, anche in questa tragedia. In fondo il Signore quando vuol farci partecipare delle sue sofferenze vuol farci anche partecipare della gloria della sua resurrezione”

padre Livio Fanzaga

Io veramente non so cosa rispondere alle ultime dichiarazioni di padre Livio Fanzaga in merito al terremoto in Abruzzo, di fronte a tanta distruzione, si dovrebbe avere la decenza di lasciare per se le proprie opinioni personali, e dare il proprio supporto alle persone che soffrono della perdita dei loro cari.

Diglielo a loro che tutto questo è stato il volere del tuo dio, diglielo in faccia che il tuo dio li ha voluto infliggere tanta sofferenza in modo che potessero partecipare al mistero della sua passione.

Diglielo in faccia dopo aver visto i loro occhi, e non dall’alto di un microfono che ti permette di lanciare le tue fatwe.

Tuttavia il sentimento che evochi non è rabbia, ma soltanto pena, una grande enorme e sconfinata pena.


Avvolte ritornano

24 gennaio 2009

Avete presente quando di fronte a dei problemi di diversa natura, c’è sempre qualcuno che non considerando molte cose, avanza delle soluzioni alquanto semplicistiche, del tipo: Il problema energia? mettiamo i pannelli solari nel deserto! , La spazzatura? spediamola nel sole! , La RAI? privatizziamola!

La favoletta della privatizzazione, si presenta ogni volta che si riaffaccia il problema della lottizzazione della RAI, e puntualmente, la risposta, la panacea di tutti i mali del servizio pubblico, è sempre la stessa privatizzare, sia dall’elettorato di centro destra e sempre più spesso anche da quello di centro sinistra, c’è questa voglia di cedere una dei patrimoni pubblici più importanti del paese.

rai-tv

Il tutto con la semplicissima scusa che in questo modo la su detta rai non sarebbe più il campo giochi dei partiti, il che è una palese bugia, in quanto se l’essere privatizzata garantisca di per se l’obbiettività, non che l’equidistanza dalle varie forze politiche, allora mediset dovrebbe essere il polo televisivo più obbiettivo di tutti, ma la realtà ci insegna che di mediaset si può dire tutto tranne che sia una tv obbiettiva ed equidistante dalle varie forze politiche.

Chi dovrebbe prendere le redini della rai, gli si domanda l’orientamento politico? o più semplicemente diventerebbe il giocattolo imprenditoriale di qualche gruppo di potere, o meglio ancora la si cederà ai soliti amici degli amici, magari si costituisce una cordata stile alitalia.

Sembrano tanti fanatici delle privatizzazioni chi per l’insofferenza di rai 3, chi per non pagare il canone, chi per pura ideologia, qualcuno di questi ultimi anche tra le file del così detto centro sinistra, stupidamente vedono nella gestione del privato la soluzione ai diversi problemi ed inefficienze del paese, come se i media privati non fossero schiavi dell’interesse politico di chi li detiene.

l’idea di privatizzare la rai nasconde interessi economici non indifferenti, mentre per tutti i fanatici delle privatizzazioni, solo miopia ideologica, la rai può diventare l’unica alternativa al vuoto informativo di questo paese, a patto che non finisca in mani private.


Fare la differenza

27 maggio 2008

Il web 2.0 è un modo di concepire la rete, come uno strumento di condivisione delle informazioni in modo sociale, ovvero non fa altro che trasporre le dinamiche sociali dalla vita reale a quella virtuale.

Per dinamiche sociali mi riferisco a sistemi che permettono tramite delle reti “sociali” di contatti e di strumenti di voto democratico come oknotizie o altri strumenti simili, di far interagire gli utenti, facendo si che si crei un flusso di notizie proveniente dal basso, il tutto filtrato dal “rumore di fondo” costituito dalla miriade di notizie che transitano quotidianamente sulle vie informatiche di internet.

Tuttavia il web 2.0, oltre a queste “sane” dinamiche sociali, ha assimilato altre dinamiche meno etiche, e dannose per il web stesso, di fatto la società reale non è composta soltanto da persone che mettono il sociale come priorità, ma purtroppo anche da persone che sfruttano questi sistemi democratici per proprio tornaconto.

Realtà come il clientelismo, il corporativismo, il profitto personale, non ché la corsa alla popolarità tipiche del mondo reale, hanno finito per snaturare la vera essenza della rete, questi strumenti vengono utilizzati da una fetta della blogsfera per aumentare la propria popolarità, quelli che sembrano ormai essere delle reincarnazioni digitali di costantino, hanno imparato a manovrare il sistema in modo tale da far perdere la funzionalità originale di strumenti quali i siti di editoria sociale facendoli divenire delle enormi vetrine dove poter pubblicizzare gratuitamente il proprio blog, hanno creato delle reti di contatti e di amicizie in modo da poter far scambio di voti, mangia e fa mangiare che diventa rispettivamente vota e fai votare, il link come moneta di scambio per favorire queste relazioni e sopratutto per scalare le classifiche.

E’ una deriva lobbystica (permettetemi il termine) che porta alla costruzione di gruppi organizzati di utenti o nel peggiore dei casi di utenti fittizi che favoriscono sempre le stesse persone, commenti falsi e di circostanza che riportano scritto tra le loro righe ricambia il favore.

I gestori di questi servizi son dovuti correre ai ripari facendo modifiche ai vari algoritmi (all’interno dei limiti fisiologici imposti dalla natura del sistema stesso), in modo tale che il sistema intervenga nel momento in cui individua dei comportamenti che tendono alla manipolazione dello stesso, ne è un esempio oknotizie dove gli interventi degli amministratori in tal senso, hanno generato delle discussioni che vedevano protagonisti alcuni utenti che erano stati (a loro dire) penalizzati dal demoniaco algoritmo.

Modifiche che non avrebbero avuto senso di esistere se solo la massa critica di utenti di oknotizie, cominciasse a votare i post in fattore del loro effettivo e personale gradimento, e non per logiche di lecchinaggio, cosa che avviene forse per quella tipica mentalità tutta italiana di cui ho parlato diverse volte su queste pagine, di quella sudditanza verso chi detiene un briciolo di potere nella speranza di far parte del giro, o quanto meno di avere dei benefici di riflesso cercando di rimanere nella loro ombra, uomini, mezzi uomini, pigliainculo, e quaquaraquà, e come nella vita reale anche nella vita virtuale gli italiani dimostrano tutta la loro mediocrità.

Il web sta diventando troppo simile alla televisione i contenuti sono sostituiti dalle immagini divertenti, o dai video virali, non che non siano contenuti legittimi ma troppo spesso vengono proposti solo per mere questioni di ingressi, ovvero potenziali click sulle pubblicità adsense, e il che non ci sarebbe niente di male se non fosse che spesso rubano spazio a notizie che meriterebbero di essere lette ma che non riescono ad emergere dalla massa in quanto estranei ai meccanismi e alle dinamiche esposte prima, come le trasmissioni trash che si vedono in tv, inutile lamentarsi quando sono le trasmissioni televisive che riscuoto più successo, il che si traduce in maggiori profitti da parte delle emittenti televisive grazie alla pubblicità.

Socializza, ritrovare lo spirito del web

L’unica soluzione a mio avviso è quello di utilizzare con coerenza gli strumenti messi a disposizione dal web, usare le reti sociali fregandosene delle varie oligarchie, leggere gli articoli che più ci interessano e votare di conseguenza, utilizzare strumenti quali i feed rss, e gli aggregatori e magari condividere gli articoli che ci sembrano più interessanti, vedi il box nel mio blog dove segnalo gli articoli a mio avviso più meritevoli provenienti dai blog che seguo, o meglio aderire alla campagna socializza di doxaliber dove potete segnalare i vostri blog o i blog che ritenete più interessanti.

Come dice il buon doxa, bisogna ritrovare lo spirito del web e questo lo si può fare soltanto isolando quella parte della costantinosfera, che sfrutta il web per arrivare li dove nella vita reale non arriverebbe mai, tuttavia non bisogna commettere l’errore di considerare l’intera blog sfera come dei corona in erba come detto in alcune trasmissioni televisive dove si va contro ai blog più per motivi ideologici, perché la blogsfera quella sana che se ne frega del pagerank, delle classifiche, dove la massima aspettativa che anno dagli adsens è quella di ripagarsi l’hosting o l’adsl se ci arrivano, tutti quei blog che restano nell’anonimato e che non hanno la necessaria visibilità.

Gli strumenti non mancano, manca soltanto la volontà di usarli come si deve per cercare di fare la differenza.


La soddisfazione di avere un blog

13 gennaio 2008

Ormai è da qualche mese che ho aperto questo blog, non scrivo regolarmente, solo quando mi sento di farlo, quando ho qualcosa da dire , qualcosa da mostrare e da condividere, il mio è un blog umile e senza pretese, tuttavia mi ritengo soddisfatto.

Di cosa ci si può sentire soddisfatti? del numero di link in entrata, del numero di accessi, delle classifiche, secondo me no assolutamente, quello che ti fa sentire soddisfatto sono i commenti dei lettori, indipendentemente dal fatto che siano d’accordo o meno con le tue tesi, significa che con il tuo post hai comunicato qualcosa che è riuscito a evocare qualche sentimento, qualche ricordo, in quella persona che è arrivata sul tuo blog magari per sbaglio, in quel momento quelle quattro parole messe una dopo l’altra hanno significato qualcosa.

Volevo riportare il commento di Adela, una ragazza che ha risposto ad un mio articolo in merito alla sempre più evidente deriva razzista di questo paese.

Grazie ! Sono romena , vivo in Bucarest , non sono mai stata in Italia , pero le mie sorelle vivono la . Mi fa male il pensiero che qualcuno puo trattarle come se fossero delinquenti. Sono delle brave donne, hanno una cultura vaste ( abbiamo cresciuto nei tempi di Ceausescu, quando i cartoni si vedevano soltanto 15 minuti sabato e 15 minuti domenica e , quindi, abbiamo letto moltissimo ) e in Italia fanno dei lavori molto sotto le loro capacita . E tutto questo perche da noi la classe politica ha un terribile e insaziabile appetito per le stravaganze pagate dal popolo affaticato . E un’atto di coraggio di andartene in un’altro paese e di lasciare tutto indietro; e un’atto di coraggio di restare qua , alla disposizione dei svergogniati che ci “rappresentano”. Sono venuti in Romania parecchi italiani. Alcuni di loro delle persone straordinarie , alcuni no. Questa primavera , un’italiano ha ammazzato la sua fidanzata e la futura suocera di fronte al bambino di 3-4 anni della povera giovane. Non ho sentito dicendosi che il colpevole fosse l’intero popolo italiano . Non mi sono documentata , mi sono ricordata perche e successo abbastanza recentemente, pero , se lo farei, sono convinta che troverei di piu. Per me , non significa niente , non riesco a generalizzare. Ho visto che un certo “luca” ti manda qua. Vieni! E, meglio ancora, prendi pure “luca”. Ho due cognati italiani , che si sentono benissimo in Romania. Purtroppo, non vengono spesso. Hanno pianto uguale a me e a mio marito quando e morto mio padre ; loro vogliono bene alla mia figlia , io adoro i loro bambini. Considero che appartengono alla mia famiglia da sempre . Forse non sono stata molto coerente , di certo ho commesso errori di lingua, mi dispiace, pero ho letto quello che hai scritto e ho sentito il bisogno di ringraziarti per la lucidita e per darmi un certo sentimento di ottimismo per la sicurezza delle mie sorelle. Grazie.
P.S. La storia ha un certo senso dell’umorismo. I romani di Traian sono venuti qua quasi 2000 anni fa , hanno ucciso , hanno rubato , hanno portato a Roma dei schiavi , hanno sposato le donne e hanno avuto dei figli . Quanti italiani avranno sangue geto-daco? Forse una goccia di Spartacus.

Cara Adela, un abbraccio, e ti auguro ogni bene a te e alla tua famiglia, ti ringrazio per questo contributo che non può fare altro che aumentare il valore di quel post.


Beppe Grillo non ha mai avuto un blog!!

10 gennaio 2008

Ho letto un post sul blog di un giornalista de l’espresso, Alessandro Gilioli
Il post si intitola “Intervista mai fatta a Beppe Grillo”, dove racconta la tentata intervista al comico genovese, spiegando che da prima il comico non era intenzionato a rilasciare interviste anzi dice <<invece dell’intervista vi scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate su l’espresso>> il giornalista giustamente risponde di non essere interessato, del resto per queste cose c’è già il suo blog, invitandolo ancora una volta al confronto, ma il grillo fanculista non ci sta!

Il giornalista insiste e dopo un po grillo si convince, rilascerà l’intervista ma alle sue condizioni: <<mi mandi le sue domande via mail e io le rispondo subito dopo le feste>>

Il giornalista stila le sue domande che potete leggere sul post dello stesso, e le invia fiducioso della risposta di Beppe Grillo.

Passa natale, capo d’anno, la befana ma niente, Grillo non si fa sentire, il giornalista allora rimanda la mail per sicurezza, manda un sms, ma niente Beppe Grillo non risponde, il giornalista allora prende il telefono e chiama il ragionier Grillo ed ecco la discussione che ne consegue:

«Pronto buongiorno sono Gilioli de L’espresso, la disturbo?»
«Certo, lei mi disturba sempre».

«Mi dispiace. Volevo sapere se ha visto le domande che le ho mandato…».
«Certo che le ho viste e non intendo minimamente risponderle».

«Come mai?»
«Perchè sono domande offensive e indegne».

«Mi scusi, ma non mi pare, sono solo domande. Servono a un confronto. Se lei mi dà le sue risposte per iscritto, io le trascrivo tali quali, le dò la mia parola».
«No, non se ne parla neanche, lei non ha capito niente. Buongiorno».

«Buongiorno»

Come potete leggere questo dialogo ha del surreale, il grillo fanculista liquida il giornalista con un secco e semplice lei non ha capito niente!!!!

Dopo questa rocambolesca disavventura il giornalista deduce alcune conclusioni a mio avviso assolutamente comprensibilissime che potete leggere sempre sul suo blog.

Le mie conclusioni invece non hanno fatto altro che essere confermate, ovvero che Beppe Grillo non ha la minima idea di cosa sia internet!! che prima di ogni altra cosa è un mezzo per mettersi in contatto in modo da poter scambiare le proprie opinioni, internet è un mezzo asservito al dialogo, il signor Grillo nemmeno sa cosa significhi dialogo, il suo sito internet non è altro che la trasposizione ipertestuale dei suoi spettacoli e dei suoi monologhi, ogni giorno la gente che crede in lui lascia centinaia e centinaia di messaggi ai suoi post, tuttavia Beppe Grillo non si è mai permesso di rispondere ai suoi discepoli, mandandoli regolarmente a fanculo, quello di grillo non è un blog non lo è mai stato, è un sito monodirezionale al pari di un sito di una qualsiasi testata giornalistica (di partito) che dice di disprezzare, il suo sito come la sua immagine è gestita da una società, la Casaleggio Associati che ha tra i suoi partner la JP Morgan una banca con ingenti interessi nei settori finanziari energetici e petroliferi, con buona pace dei bio carburanti e del risparmio energetico con cui grillo si riempe la bocca.

Sul sito disinformazione.it c’è un interessante articolo su grillo, la Casaleggio e le varie società controllate, controllanti e partner di questa società e su come Beppe Grillo abbia smesso di parlare di certi problemi.

Tornando a Beppe Grillo, si è dimostrato ancora una volta per quello che è un comico uno showman che sfrutta i temi e i problemi cari alla gente per fare il pieno ai suoi spettacoli appoggiandosi a dei consulenti per curare la sua immagine, un po come fa un noto politico/imprenditore italiano.