Vittoria del si nel referendum Venezuelano

16 febbraio 2009

Il 54% dei venezuelani aventi diritto al voto nel referendum costituzionale, che introduce la possibilità per qualsiasi cittadino di presentarsi alle elezioni senza limitazioni di mandato, una grande vittoria per il presidente Chavez, che ha commentato:

una grande vittoria del popolo e della rivoluzione

ecco il testo in italiano del referendum

Lei approva l’emendamento degli articoli 160, 162, 174, 192 e 230 della Costituzione della Repubblica, adottati dall’Assemblea Nazionale, che accresce i diritti politici del popolo, con il fine di permettere a qualsiasi cittadino o cittadina in esercizio di un carico di elezione popolare, di potersi postulare come candidato o candidata per lo stesso carico, per il tempo stabilito costituzionalmente, dipendendo la sua possibile elezione, esclusivamente dal voto popolare?

link al testo originale

hugosi

La stampa italiana invece che sicuramente non si contraddistingue per obbiettività parla di presidente a vita, di dittatura e di altre cazzate.

un piccolo estratto dei titoli dei giornali così detti liberi italiani

IL GIORNALE: Venezuela, vince Chavez: possibile presidenza a vita

LIBERO: Chavez vince il referendum Venezuela come Cuba

L’UNITA’: Venezuela, Hugo Chavez vince il referendum: sarà presidente a vita (notare il livellamento del giornale fondato da Antonio Gramsci)

un po più obbiettivi il corriere e repubblica che titolano

CORRIERE: Referendum in Venezuela, vince Chavez Nessun limite alla sua rielezione

REPUBBLICA: Chavez ha vinto il referendum Potrà essere rieletto

Sono schifato dal livello di servilismo dell’informazione italiana, non che non lo sapessi già, ma è incredibile come è facile far passare un presidente regolarmente eletto come un comune dittatore.


Ingerenze americane: finanziamento usa agli studenti antichavisti

16 dicembre 2007

In Venezuela non c’è pace per il governo Chavez, continuamente osteggiato, non solo dall’opposizione che con la gestione della maggior parte dei mezzi di informazione del paese opera una disinformazione costante sul governo, a mettere i bastoni tra le ruote del governo Chavez c’è anche la continua ingerenza degli stati uniti con il finanziamento di movimenti antichavisti.

questo è infatti il quadro che si evince da un articolo pubblicato dal washington post che ha avuto accesso a documenti dell’archivio della sicurezza nazionale, secondo il quale gruppi studenteschi universitari hanno ricevuto soldi da una agenzia governativa americana (l’agenzia per lo sviluppo internazionale USAID ) per finanziare e promuovere una “svolta politica in Venezuela”.

cito da questo post

La data che riportano i documenti è molto significativa. “L’aiuto finanziario è cominciato poco dopo l’installazione dell’Ufficio delle Iniziative di Transizione (OTI) a Caracas, un’entità dell’USAID”. Il compito della OTI è accelerare la transizione dal governo Chavez ad un altro governo, lo provano i soldi elargiti dall’USAID a questo scopo.

Come capita con altri documenti declassificati dal governo USA, ne viene fuori la costante opera di opposizione fantasma corposamente sostenuta con grosse somme di denaro e quale sia il vero obiettivo politico. Bisogna leggere tra le righe: “risolvere conflitti” e “promuovere democrazia per la società civile” sono parole chiave usate per riferirsi a organizzazioni finanziate dal governo USA, dice Bigwood……

 

La NED e il Dipartimento di Stato lo fanno pure, e lo fanno anche le agenzie di intelligence, e una gran parte di ONG. “Questo non significa che l’opposizione in Venezuela è necessariamente fatta dagli USA, ma che tra loro ci sono dei legami fortissimi”.

 

Come al solito di questa storia (nonostante non sia una novità che gli stati uniti finanzino gruppi anti governativi di paesi dove hanno degli interessi) sui nostri indipendentissimi media non esiste, il servilismo scandaloso dei media italiani (e della politica in generale) verso gli stati uniti non ci permette di conoscere le ingerenze attuate in Venezuela, tuttavia si sprecano i titoloni quando c’è da delegittimare un presidente eletto democraticamente facendolo passare per un dittatore.