Si scrive PD si legge PDL

5 maggio 2008

Siamo abituati alle esternazioni fuori luogo del leader del pdl nella sua carriera politica ce ne ha regalate di tutti i colori e per tutte le salse con conseguente indignazione di tutti quelli che adesso militano o gravitano nel pd.

Questa volta invece è Massimo D’alema che ci regala una perla degna di nota.

Ieri a “in mezz’ora” la giornalista Lucia Annunziata intervista Massimo D’alema, si parla un po di tutto dalla crisi della sinistra ( eureka! vengo a sapere che esiste una sinistra in Italia), della ennesima questione Calderoli, si parla del PD e della sua opposizione, e qui baffetto da il meglio di se, parla di un grande partito di centro sinistra, parla del fatto che il PD non è la classica sinistra, non è una sinistra progressista ma è una sinistra di centro (se diceva riformista davo un pugno al televisore), talmente di centro che arriva ad avanzare l’ipotesi di alleanze non sono con la sinistra progressista (il quale aveva preso le distanze circa 5 minuti prima) ma anche con l’udc, in continuazione con la tendenza centrista di questo clone di forza italia, in perfetto stile Partito Fessocratico, tutti insieme appassionatamente socialisti, clericali, liberisti, radicali, laici ecc. ecc. tutti insieme o alleati di quel circo che si ostinano a definire sinistra.

Ma la cosa più assurda la dice verso la fine della trasmissione parlando di poteri forti D’alema dice testualmente:

Il vero problema italiano e’ che da noi i poteri forti non ci sono. Io ritengo che noi paghiamo il prezzo di una certa debolezza. Forse da noi e’ piu’ forte un certo tessuto di medie imprese che si sono rinnovate e che competono sui mercati internazionali ma che non hanno grande peso sulla vita politica e sui mezzi di informazione nel nostro paese

sinceramente questa cosa me la sarei aspettata da un Bondi o uno Schifani, sono gli effetti del berlusconismo, si manipola la realtà cercando di deviare l’attenzione su altre cose, improvvisamente in Italia non solo non esistono dei veri poteri forti ma è anche un motivo di demerito, secondo il ministro degli esteri in Italia ci sono soltanto delle piccole e medie imprese che non hanno nessun potere sulla politica e sui mezzi di informazione, e il bello e che successivamente parla di Berlusconi come esempio di questa imprenditoria debole, l’uomo che ha consolidato il suo impero grazie alla politica e ai mezzi di informazione.

Viva la coerenza… a parte questo comunque la tesi che in Italia non esistono dei veri poteri forti che non fanno nessuna pressione sulla politica è semplicemente assurda, basta vedere le lobby di riferimento del Partito Democratico in primis le grandi banche internazionali.

Ancora una volta il PD si domostra per quello che è un ammasso di potere senza ideologia che nonostante l’apparente opposizione al governo berlusconi trova nel berlusconismo un ottimo alleato.

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