Obama e la crisi di identità della sinistra

21 gennaio 2009

Resto perplesso di fronte alle manifestazioni di giubilo della sinistra italiana, in merito all’elezione di Obama.

Leggo di cambiamento, di nuovi modelli, e di speranze, ma sopratutto una certa equiparazione tra la sinistra italiana e il partito democratico americano, che permettetemelo sta alla sinistra nello stesso modo in cui la chiesa sta ai radicali.

La sinistra italiana ha riversato su quell’uomo tutta una serie di speranze e desideri di rivalsa, che purtroppo rimarranno tali.

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Come si può minimamente paragonare Obama e la sua politica (a giudicare dalle sue dichiarazioni) con i valori della sinistra, visto e considerando che è l’antitesi di tutto ciò che la sinistra ha sempre combattuto, sarà che essere “democratici” quanto meno nel nome ultimamente fa tendenza, come se ci fosse bisogno di marchiarlo sui nostri simboli per chiarirlo, sarà perché dietro al termine democratico si nasconde la pochezza della sinistra italiana, e che quindi ha bisogno di simboli nuovi che incarnano dei valori a cui fare riferimento, poco importa se gli stessi svalutano l’essenza e il significato stesso di sinistra.

Come si può condividere i valori politici di chi ha finanziato la sua campagna elettorale con il denaro proveniente delle più grandi banche del mondo, che hanno speculato sulle vite di milioni di persone, essendo la concausa della crisi attualmente in atto, ma la sinistra non era contro le lobby finanziarie, o sarà per quella particolare collusione tra il centro sinistra italiano e l’alta finanza.

Come si può riporre le proprie speranze in un uomo che e diventato presidente degli stati uniti grazie anche alle donazioni di compagnie farmaceutiche e assicurative, ma la sinistra, anzi noi di sinistra, non ci siamo sempre battuti per una sanità socializzata più umana ed equa senza le storture del modello sanitario americano, come si può minimamente pensare che il neo presidente Obama si muova in questa direzione dopo aver preso ingenti somme di denaro da chi con questo sistema ci lucra.

Come si può battere per i diritti civili e poi osannare un ex senatore che al congresso votò per la legge FISA.

Come si può essere pacifisti e anti imperialisti appoggiando un presidente che secondo le sue dichiarazioni intende aumentare il contingente militare in Afganistan e Pakistan, che appoggia Israele, promettendo 30 miliardi di dollari in dieci anni per Tel Aviv, come sostenere un presidente che appoggia il criminale embargo di cuba.

Come si può essere contemporaneamente a favore del socialismo (chi più chi meno) ed appoggiare una politica neo liberista.

In definitiva, sono diventati questi i valori della sinistra italiana, e giusto che i leader di quello che resta della sinistra italiana si rifacciano al partito democratico americano che tutto si può dire tranne che incarni valori di sinistra?

“Una manifestazione molto emozionante. E’ l’inizio di una stagione nuova che cambiera’ la storia”. Nelle parole di questo giovane presidente afroamericano c’e’ la sintesi di cui in cui credo da tutta la vita. Walter Veltroni

fonte

Wolter ci crede da tutta una vita, ricordatevi lui era quello che militava nel pci senza essere necessariamente comunista”

Per approfondire la figura di Obama

http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9724

http://www.senzasoste.it/editoriali/usa-obama-verso-la-presidenza.-pi-ambiguit-che-cambiamento.html

http://www.agoravox.it/Tutti-i-numeri-di-Obama

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PD e UDC? si può fare!

20 ottobre 2008

La caduta libera del pd ormai è inarrestabile, Veltroni continua a cercare spazzi televisivi, per avere un po di visibilità ma anche per dire che l’alleanza tra PD è IDV è finita.

Intanto si comincia a parlare dell’ipotesi PD/UDC, che a mio avviso rappresenta l’ipotesi migliore in quanto questo comporterebbe da una parte una localizzazione politica più delineata, per quanto possibile dalla mancanza ideologica del pd, e dall’altra una conseguente disponibilità a creare un qualcosa vagamente di sinistra che possa prendere il posto lasciato vacante dal Partito Fessocratico, troppa fanta politica vero?

Tuttavia questo è il risultato di una politica portata avanti dalla dirigenza del PD che ha fatto in modo di eliminare qualsiasi contesto ideologico dalla sua linea politica, creando una pericolosissima situazione che porta al governo di questo paese una oligarchia manageriale che si alterna di volta in volta PD-PDL alla fine è tutta differenza di una L., una oligarchia politica che ha lo scopo di difendere gli interessi delle lobby di riferimento, e per far questo serviva un partito speculare a Forza Italia che almeno nell’apparenza lo fosse anche nelle idee.

E’ da questo che nasce la crisi del centro sinistra, da questo vuoto politico, che permea nella dirigenza di tale partito, del resto per difendere gli interessi delle lobby non sono necessarie zavorre ideologiche.


Identità incerta

10 settembre 2008

Quando una donna particolarmente promiscua, mette alla luce un figlio, capita spesso che risulti difficile capire l’identità del pargoletto, dicesi incerta.

Succede anche in politica quando un partito creato dal nulla, cerca di accontentare un po tutti, dagli operai agli industriali, dagli interventisti agli anti interventisti, dai laici ai clericali, tuttavia come spesso accade non si riesce nell’impresa di dar un contentino a tutti e allora per forza di cose bisogna tendere verso alcune direzioni direi quasi obbligate, è per questo che il PD (puttanaio democratico?) tende a destra.

Leggo infatti che in merito alla manifestazione del gay pride del 13 giugno a Genova, a quanto pare il capogruppo di Alleanza Nazionale nel consiglio regionale Gianni Plinio ha dato vita al comitato “gay pride-no grazie” l’obbiettivo di questo comitato è quello di creare un fronte comune per vietare questa “blasfemia” (notare il termine).

Di questa “cordata” anti democratica farebbe parte anche l’udc (il che il che mi sembra pure scontato) ma la cosa più pittoresca e che probabilmente in questo comitato potrebbe entrarci anche il Partito Democratico, di fatti la manifestazione non garba al presidente della provincia di Genova(PD) che si esprime in merito “una manifestazione provocatoria…. un fatto negativo….”, il vice presidente della giunta regionale (PD) chiede al sindaco di spostare il giorno della manifestazione in quanto concomitante con il corpus domini, mentre il senatore del PD Claudio Gustavino dichiara “Come genovese non posso essere orgoglioso che il Gay Pride si svolga nella mia città”

Questo è solo un accenno dell’omofobia dilagante tra le file del Partito Democratico del resto in un partito dove gli esponenti di spicco si chiamano, Rutelli, Binetti, Bindi non ci si può aspettare nessun senso della tolleranza.

Tutto questo mentre a Roma si svolge l’ennesima aggressione a coppie omosessuali, guai a camminare mano nella mano.


Ma non si definivano di sinistra?

16 luglio 2008

Sempre dalla manovra votata questa notte in sordina lontani da ochhi indiscreti è molto interessante notare una riforma della stessa, che ripeto è stata votata anche dal partito democratico

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: arriva l’attesa riforma del settore. La gestione dei servizi locali dovrà essere conferita in via ordinaria a imprenditori o società individuati attraverso procedure competitive a evidenza pubblica. Tuttavia, nelle situazioni in cui non è opportuno ricorrere al mercato, l’affidamento diretto può avvenire a società a capitale interamente pubblico o a società a partecipazione mista pubblica e privata, anche quotate in Borsa, partecipate dall’ente locale.

tutto questo mentre in francia e non solo, i servizzi vengono municipalizzati a cominciare dalla erogazione e della gestione dell’acqua potabile.

Insomma una sinistra che sinistra non è che vota una manovra che non solo autorizza la schedatura delle impronte a tutti gli italiani, ma che autorizza anche le amministrazioni locali a privatizzare i servizzi.

Forza! tutti insieme, il partito democratico è un partito di sinistra, il partito democratico è un partito di sinistra, il partito democratico è un partito di sinistra, il partito democratico è un partito di sinistra, magari se lo ripetiamo qualche migliaio di volte ce ne convinciamo.


La berlusctax

6 maggio 2008

A partire da oggi il popolo italiano dovrà pagare la bellezza di 300.000 euro al giorno con effetto retroattivo fino al luglio del 2006, in seguito alla sanzione dell’unione europea per via dell’incostituzionalità di rete 4 che a tutt’oggi continua a trasmettere nonostante la sentenza della corte europea del 31/01/2008 stabilisce che il regime di assegnazione delle frequenze non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.

chi doveva intervenire non l’ha fatto e adesso pagheremo tutti quanti per permettere a berlusconi di continuare a guadagnare impunemente sulle spalle del popolo italiano.

Nel 2003 Luciano Violante illustra al cavalier Berlusconi i vantaggi che ha avuto mediaset durante il governo di centro sinistra, grazie ad un accordo risalente al 1994 seondo il quale gli sarebbe stata data la garanzia che non si sarebbe minimamente intervenuto sulle sue televisioni.

Ancora una volta ringraziamo le stesse persone che adesso militano nelle file del Partito Democratico.


Si scrive PD si legge PDL

5 maggio 2008

Siamo abituati alle esternazioni fuori luogo del leader del pdl nella sua carriera politica ce ne ha regalate di tutti i colori e per tutte le salse con conseguente indignazione di tutti quelli che adesso militano o gravitano nel pd.

Questa volta invece è Massimo D’alema che ci regala una perla degna di nota.

Ieri a “in mezz’ora” la giornalista Lucia Annunziata intervista Massimo D’alema, si parla un po di tutto dalla crisi della sinistra ( eureka! vengo a sapere che esiste una sinistra in Italia), della ennesima questione Calderoli, si parla del PD e della sua opposizione, e qui baffetto da il meglio di se, parla di un grande partito di centro sinistra, parla del fatto che il PD non è la classica sinistra, non è una sinistra progressista ma è una sinistra di centro (se diceva riformista davo un pugno al televisore), talmente di centro che arriva ad avanzare l’ipotesi di alleanze non sono con la sinistra progressista (il quale aveva preso le distanze circa 5 minuti prima) ma anche con l’udc, in continuazione con la tendenza centrista di questo clone di forza italia, in perfetto stile Partito Fessocratico, tutti insieme appassionatamente socialisti, clericali, liberisti, radicali, laici ecc. ecc. tutti insieme o alleati di quel circo che si ostinano a definire sinistra.

Ma la cosa più assurda la dice verso la fine della trasmissione parlando di poteri forti D’alema dice testualmente:

Il vero problema italiano e’ che da noi i poteri forti non ci sono. Io ritengo che noi paghiamo il prezzo di una certa debolezza. Forse da noi e’ piu’ forte un certo tessuto di medie imprese che si sono rinnovate e che competono sui mercati internazionali ma che non hanno grande peso sulla vita politica e sui mezzi di informazione nel nostro paese

sinceramente questa cosa me la sarei aspettata da un Bondi o uno Schifani, sono gli effetti del berlusconismo, si manipola la realtà cercando di deviare l’attenzione su altre cose, improvvisamente in Italia non solo non esistono dei veri poteri forti ma è anche un motivo di demerito, secondo il ministro degli esteri in Italia ci sono soltanto delle piccole e medie imprese che non hanno nessun potere sulla politica e sui mezzi di informazione, e il bello e che successivamente parla di Berlusconi come esempio di questa imprenditoria debole, l’uomo che ha consolidato il suo impero grazie alla politica e ai mezzi di informazione.

Viva la coerenza… a parte questo comunque la tesi che in Italia non esistono dei veri poteri forti che non fanno nessuna pressione sulla politica è semplicemente assurda, basta vedere le lobby di riferimento del Partito Democratico in primis le grandi banche internazionali.

Ancora una volta il PD si domostra per quello che è un ammasso di potere senza ideologia che nonostante l’apparente opposizione al governo berlusconi trova nel berlusconismo un ottimo alleato.


A spasso nel web: 15/03/08

15 marzo 2008

ancora una volta a spasso nel web, una pagina dopo l’altra, una opinione, un commento , una riflessione una notizia il web come al solito non smette di offrire spunti di riflessione e allora che c’è di meglio che presentare una serie di articoli che secondo il mio modestissimo parere meritano di essere letti.

Cominciamo con la politica, un interessante articolo di omb che fa un appello agli elettori di sinistra a non votare il partito democratico (fessocratico) scrivendo di come questo partito abbia abbandonato le idee e un programma di sinistra per optare su un programma rigorosamente di centro, un po per accontentare tutti, il cerchio bottismo elevato a sistema, è una deriva centrista spiegabile grazie al paradosso dei 2 gelatai.

Come Don Chisciotte invece pubblica un articolo di Carlo Bertani che fa una rassegna di una serie di leggi a partire dal 1970 dimostrando come un po tutte le forze politiche siano sempre andate contro i lavoratori. E’ un po difficile da leggere sopratutto in alcune parti ma è comunque interessante.

Doxaliber invece su mente critica si chiede se la scivolata di silvio non sia solo una cosa studiata a tavolino, effettivamente conoscendo il personaggio mi sembra una cosa molto probabile.

Accadono cose anche al di fuori del nostro orticello, c’è uno storico Israeliano ad esempio che afferma una interessante tesi secondo il cui il popolo ebraico è una invenzione, secondo lo storico israeliano questo mito del popolo ebraico è servito come scusa per creare lo stato di Israele.

Si scopre anche che in Iraq Saddam non utilizzò mai gruppi terroristici contro gli usa o Israele, ma va veramente? e pensare che abbiamo esportato tutta quella democrazia per niente!.

In Palestina invece l’ennesimo attacco da parte delle forze di invasione Israeliane.

Nella Norvegia invece una proposta di legge si accinge a dar gli stessi diritti delle coppie etero alle coppie gay, se passa la legge infatti una coppia gay potrà avere diritto all’adozione, alla fecondazione assistita, non che il matrimonio in chiesa.