Cronache da un paese morente

23 agosto 2008

Questo paese sta morendo, e ad affondare il colpo di grazia sono i suoi stessi abitanti, ormai talmente anestetizzati da non riuscire più ad indignarsi se non per qualche ora, nel peggiore dei casi invece sono consapevoli della deriva di questo paese in putrefazione, anzi se possibile danno il loro contributo.

Oggi si dovrebbe festeggiare la festa de l’unità, che da oggi si chiamerà festa democratica(fessocratica), insomma quella che era una festa che conteneva i valori della sinistra, quella cultura popolare che faceva capo alla somma dei partiti comunisti e social democratici saranno sostituiti da quel vuoto endemico che si porta appresso quall’obrobio chiamato partito democratico, in un processo che continua inesorabilmente a sradicare il concetto stesso di sinistra, ormai essere di sinistra significa essere equiparati a terroristi tanto da togliere alla madre suo figlio in quanto militante di un partito comunista e quindi per antonomasia, un estremista un terrorista che si rinchiude nel suo cesso sociale a bere e drogarsi del resto è questo che fanno i giovani comunisti.

In questo paese è considerato estremista stare dalla parte dei più deboli, è un estremista chi si oppone alla deriva razzista di questo paese, dovremmo fare tutti come il gestore di quel chiosco ad Ostia che assieme ad altri componenti della sua famiglia hanno pestato a sangue un immigrato reo di vendere bibite con il suo frigo portatile, tutto il mio disprezzo a chi nonostante l’accaduto ha continuato a servirsi da questi subumani.

fortuna che a difenderci da queste orde di bibitari extra comunitari, non che pompieri improvvisati, c’è lega nord, attenta alla difesa delle nostre tradizioni culturali non che curinarie, anche se e difficile restare coerenti con le proprie idee (chiamiamole così) del resto se ad uno di questi alfieri delle tradizioni nostrane capita di affittare un capannone a dei clandestini che per di più tirano su una attività illegale con altri 9 cinesi ridotti in schiavitù, non gli può mica dire di no tanto meno denunciare la cosa alle autorità competenti.

É estremista chi condanna gli evasori, del resto in un paese che detiene il primato di paese europeo con la più alta evasione fiscale, sempre secondo i dati, ad evadere sarebbero gli industriali per il 32%, bancari e assicurativi per il 28%, il 12% sono commercianti, artigiani l’11%, i professionisti il 9% e i lavoratori dipendenti per il restante 8%, l’Italia si dimostra ancora una volta per quello che è un paese di ladri.

E a proposito di ladri, il più grande immobiliarista italiano ovvero il vaticano, starebbe edificando una sorta di pizzeria sopra un suo palazzo storico in barba alle leggi italiane, visto che lo stesso ricade sotto giurisdizione vaticana per via della extra territorialità, e il tutto come di consueto esentasse, come dire rubano gli italiani per quale motivo non dovrebbe rubare la chiesa.

Questo è un piccolo scorcio di un paese sempre più verso la deriva, morente, che si sposta per inerzia spinto dai venti di una deriva popolare.

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Fare la differenza

27 maggio 2008

Il web 2.0 è un modo di concepire la rete, come uno strumento di condivisione delle informazioni in modo sociale, ovvero non fa altro che trasporre le dinamiche sociali dalla vita reale a quella virtuale.

Per dinamiche sociali mi riferisco a sistemi che permettono tramite delle reti “sociali” di contatti e di strumenti di voto democratico come oknotizie o altri strumenti simili, di far interagire gli utenti, facendo si che si crei un flusso di notizie proveniente dal basso, il tutto filtrato dal “rumore di fondo” costituito dalla miriade di notizie che transitano quotidianamente sulle vie informatiche di internet.

Tuttavia il web 2.0, oltre a queste “sane” dinamiche sociali, ha assimilato altre dinamiche meno etiche, e dannose per il web stesso, di fatto la società reale non è composta soltanto da persone che mettono il sociale come priorità, ma purtroppo anche da persone che sfruttano questi sistemi democratici per proprio tornaconto.

Realtà come il clientelismo, il corporativismo, il profitto personale, non ché la corsa alla popolarità tipiche del mondo reale, hanno finito per snaturare la vera essenza della rete, questi strumenti vengono utilizzati da una fetta della blogsfera per aumentare la propria popolarità, quelli che sembrano ormai essere delle reincarnazioni digitali di costantino, hanno imparato a manovrare il sistema in modo tale da far perdere la funzionalità originale di strumenti quali i siti di editoria sociale facendoli divenire delle enormi vetrine dove poter pubblicizzare gratuitamente il proprio blog, hanno creato delle reti di contatti e di amicizie in modo da poter far scambio di voti, mangia e fa mangiare che diventa rispettivamente vota e fai votare, il link come moneta di scambio per favorire queste relazioni e sopratutto per scalare le classifiche.

E’ una deriva lobbystica (permettetemi il termine) che porta alla costruzione di gruppi organizzati di utenti o nel peggiore dei casi di utenti fittizi che favoriscono sempre le stesse persone, commenti falsi e di circostanza che riportano scritto tra le loro righe ricambia il favore.

I gestori di questi servizi son dovuti correre ai ripari facendo modifiche ai vari algoritmi (all’interno dei limiti fisiologici imposti dalla natura del sistema stesso), in modo tale che il sistema intervenga nel momento in cui individua dei comportamenti che tendono alla manipolazione dello stesso, ne è un esempio oknotizie dove gli interventi degli amministratori in tal senso, hanno generato delle discussioni che vedevano protagonisti alcuni utenti che erano stati (a loro dire) penalizzati dal demoniaco algoritmo.

Modifiche che non avrebbero avuto senso di esistere se solo la massa critica di utenti di oknotizie, cominciasse a votare i post in fattore del loro effettivo e personale gradimento, e non per logiche di lecchinaggio, cosa che avviene forse per quella tipica mentalità tutta italiana di cui ho parlato diverse volte su queste pagine, di quella sudditanza verso chi detiene un briciolo di potere nella speranza di far parte del giro, o quanto meno di avere dei benefici di riflesso cercando di rimanere nella loro ombra, uomini, mezzi uomini, pigliainculo, e quaquaraquà, e come nella vita reale anche nella vita virtuale gli italiani dimostrano tutta la loro mediocrità.

Il web sta diventando troppo simile alla televisione i contenuti sono sostituiti dalle immagini divertenti, o dai video virali, non che non siano contenuti legittimi ma troppo spesso vengono proposti solo per mere questioni di ingressi, ovvero potenziali click sulle pubblicità adsense, e il che non ci sarebbe niente di male se non fosse che spesso rubano spazio a notizie che meriterebbero di essere lette ma che non riescono ad emergere dalla massa in quanto estranei ai meccanismi e alle dinamiche esposte prima, come le trasmissioni trash che si vedono in tv, inutile lamentarsi quando sono le trasmissioni televisive che riscuoto più successo, il che si traduce in maggiori profitti da parte delle emittenti televisive grazie alla pubblicità.

Socializza, ritrovare lo spirito del web

L’unica soluzione a mio avviso è quello di utilizzare con coerenza gli strumenti messi a disposizione dal web, usare le reti sociali fregandosene delle varie oligarchie, leggere gli articoli che più ci interessano e votare di conseguenza, utilizzare strumenti quali i feed rss, e gli aggregatori e magari condividere gli articoli che ci sembrano più interessanti, vedi il box nel mio blog dove segnalo gli articoli a mio avviso più meritevoli provenienti dai blog che seguo, o meglio aderire alla campagna socializza di doxaliber dove potete segnalare i vostri blog o i blog che ritenete più interessanti.

Come dice il buon doxa, bisogna ritrovare lo spirito del web e questo lo si può fare soltanto isolando quella parte della costantinosfera, che sfrutta il web per arrivare li dove nella vita reale non arriverebbe mai, tuttavia non bisogna commettere l’errore di considerare l’intera blog sfera come dei corona in erba come detto in alcune trasmissioni televisive dove si va contro ai blog più per motivi ideologici, perché la blogsfera quella sana che se ne frega del pagerank, delle classifiche, dove la massima aspettativa che anno dagli adsens è quella di ripagarsi l’hosting o l’adsl se ci arrivano, tutti quei blog che restano nell’anonimato e che non hanno la necessaria visibilità.

Gli strumenti non mancano, manca soltanto la volontà di usarli come si deve per cercare di fare la differenza.


Perché io di sinistra sono contento della vittoria di Silvio Berlusconi

15 aprile 2008

C’è poco da girarci in torno Berlusconi ha vinto, la maggioranza degli italiani ha deciso che deve governare per altri cinque anni.

La lega nord ha avuto un ottimo risultato circa l’otto per cento è un risultato preoccupante l’Italia ancora una  volta si dimostra per quello che è, fa vedere la sua faccia oscura.

La vittoria del centro destra (+ lega) è da attribuirsi a diversi fattori, uno fra tutti l’astensionismo di sinistra, il che è non è da condannare, non è semplice scegliere tra Berlusconi e la sua falsa copia Weltroni, tanto vale starsene a casa non è possibile continuare a scegliere il meno peggio, sopratutto chi si rispecchia in un centro sinistra, visto che il PD è tutto tranne che di sinistra.

Tuttavia c’è stato uno spostamento di voti dalla sinistra radicale al PD, questo è dovuto ad una serie di errori da parte della stessa, che nel tempo si è progressivamente allontanata dalla sua base elettorale, del resto una sinistra che vota per i rifinanziamenti delle missioni militari non ci fa una gran bella figura.

Nonostante gli errori della sinistra il motivo principale di questa perdita di voti è stata la paura fottuta del ritorno di Berlusconi, gente che si dichiarava di sinistra che per evitare il ritorno di Berlusconi votava Weltroni (si è visto il risultato) questo ha fatto si che la sinistra radicale non abbia ricevuto un numero sufficiente di voti tale da permettergli una rappresentanza parlamentare.

Chi ci ha rimesso di più in queste elezioni è stata la democrazia, perché non dimentichiamoci che c’è una fetta importante di società che va politicamente da sinistra a destra che non ha la minima rappresentanza in parlamento, c’è una fetta di società tagliata fuori.

Non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu possa esprimere le tue idee. Voltaire

Evidentemente non sono della stessa idea tanti elettori del partito Demo(fesso)Cratico, visto che una buona fetta di loro dopo la delusione iniziale si è rallegrata del risultato elettorale della sinistra, gente che godeva del fatto che una parte della società in cui vivono non era rappresentata in parlamento, che gioivano del fatto che dopo tanto tempo anche in Italia finalmente non ci sarebbero stati partiti comunisti al parlamento.

Bravi siete riusciti li dove neanche berlusconi era riuscito, eliminare la sinistra italiana una volte per tutte, inconsapevoli quinta colonna Weltrusconiana, siete riusciti a polarizzare il voto, siete riusciti ad eliminare il concetto di destra e di sinistra riducendoli ad una denominazione elettorale, avete dato il vostro contributo alla formazione di un bipartitismo politico, due partiti con differenze irrilevanti che fanno finta di scontrarsi in campagna elettorale per poi stringersi la mano ad elezioni concluse.

Tranquilli cari PDini giustificherete anche questa.

Tutto questo mentre in mezza Europa governano forze socialiste, in Italia i partiti comunisti e socialisti vengono politicamente uccisi dai loro stessi elettori.

Questo paese in putrefazione si merita di essere governato da Berlusconi, la nostra società si merita di essere governata da Silvio, anche se a dir la verità non penso che le cose sarebbero andate tanto meglio con la vittoria di Walter.

Quindi signor Silvio, signor Walter date il meglio(o il peggio) di voi stessi, gli italiani hanno deciso, a me non resta altro che sedermi per terra e aspettare che gli altri cadano, sono stufo di lottare nel mio piccolo per una società che si merita tutti i problemi che ha, spero che il berl(weltr)usconismo dia il colpo di mazza a questo paese.

P.S una piccola anticipazione per tutti quelli che gioiscono alla vittoria del cavaliere pensando ad una diminuzione delle tasse, tanto per rinfrescare la memoria corta degli italiani


Italian system

1 marzo 2008

Ha fatto diverso rumore la trasmissione di la7 chiamata “Italian job”, trasmissione dove un attore si traveste di volta in volta volta da politico da imprenditore ecc. per vedere le reazioni di altri politici, giornalisti…

Il caso è stato creato in particolare da un servizio dove l’attore di cui sopra si traveste da emissario di una importante e fittizia impresa russa che gestisce dei casinò (altrettanto fittizi) in Europa dell’est e in sud America, la stessa è intenzionata ad aprire dei casinò in Italia, tuttavia la legge non lo consente, e quindi cosa si fa?

si crea una lobby ovvero un gruppo di persone che fanno pressioni sulle istituzioni, agendo su quelle singole pedine che hanno una posizione strategica nella enorme scacchiera della macchina istituzionale.

Quello che sorprende di tutta questa vicenda non è tanto il fatto che ci siano delle lobby o che ci siano dei politici disposti ad avere rapporti con queste lobby, ma la semplicità con cui è stato messo in piedi un gruppo di pressione (anche se fittizio) che tramite finanziamenti al politico o partito di turno (dicesi anche tangenti legalizzate) influenza di fatto la politica in modo che alcune decisioni siano coerenti con gli interessi di questo gruppo di persone, in questo caso con gli interessi di un finta società russa che vuole investire in Italia.

Praticamente è la versione in grande del vecchio e collaudato mangia e fai mangiare (a spese della società)
dopo questo quadro, ripeto niente di nuovo sotto il sole, ma vedere la semplicità con cui è possibile mettere in piedi un vero e proprio complotto, la prospettiva che si ha nei confronti delle dichiarazioni di politici e partiti cambia sensibilmente.

Come si fa a sapere se le decisioni prese da un governo sono frutto di manovre politiche o di pressioni da parte dei vari gruppi di potere, come si fa a sapere se quella privatizzazione o quella manovra fiscale al posto di un’altra, quella dichiarazione buttata un po così in merito ad un particolare tema non siano altro che i soliti “regali agli amici”.

lungi da me mettere in relazione queste scelte politiche che comunque possono essere condivisibili o meno, con degli ipotetici scenari come quelli descritti in testa al post, io non ho le informazioni necessarie per dimostrare il contrario tanto meno è mia intenzione farlo.

Prendendo atto della facilità con cui le lobby influiscono nella politica di questo paese, mi domando come sia possibile che certe degenerazioni della gestione della cosa pubblica siano così radicate nel sistema politico come evidenziato dalla trasmissione di Paolo Calabresi.

Possibile che la gente ritenga normale simili comportamenti da parte della nostra classe dirigente, a parte l’indignazione ad intervalli regolari, o al limite un vaffanculo, per poi tornare a farci i nostri porci comodi?.

Intanto questa mattina leggendo le notizie ho notato queste due cose 1 e 2.


la casta, gli italiani e la repubblica delle banane

2 ottobre 2007

repubblica delle bananePrendo spunto da questo post per fare una riflessione; non sulla politica tanto meno sulla mala imprenditoria, ma sulla mala società.
Premetto che il mio non vuole essere un post sulle colpe degli italiani assolutamente, ma a mio avviso una riflessione è da farsi, siamo proprio sicuri che la causa del decadimento della nostra società sia da attribuirsi alle caste, siano esse politiche, imprenditoriali o di altra natura.

Mi chiedo: se invece le lobby, i privilegiati, i vari gruppi di potere non fossero la causa del decadimento della società, ma fossero semplicemente il risultato prodotto da una mentalità tipicamente italiana? Ripeto non voglio attribuire le colpe di tutto ciò agli italiani non mi permetterei mai, ma se in qualche modo la società avesse permesso la nascita di queste anomalie?
Cosa non va nella società italiana da permettere a questi gruppi di potere di svilupparsi fuori e dentro le istituzioni.

In una mail pervenuta a Piero ricca , un ragazzo del sud di nome libero parla di un vero e proprio regime, quello della mafia, alcuni passi di questa lettera mi hanno particolarmente colpito :

i Birmani non ce la fanno più a vivere in un regime e vogliono giustamente la libertà, al contrario con i regimi di mafia ci si convive tranquillamente, anzi le mafie sono di fatto un punto di riferimento.

Vorrei incavolarmi ad alta voce ed esprimere il mio disgusto per tutto questo, ma il problema è: a chi mi rivolgo? A un popolo che invece di ribellarsi a questo regime lo venera?

Io sono siciliano e di queste cose ne ho sentite tante, sapete quante volte ho sentito dire che la mafia ci vuole, la mafia porta lavoro, senza la mafia non si lavora, e poi ci lamentiamo se un ex ministro del governo berlusconi dice ciò che molti italiani pensano che “con la mafia bisogna conviverci”.

Questo è il paese dove chi evade le tasse viene chiamato furbo, questo è il paese dove chi viene condannato in via definitiva viene continuamente rivotato.

Non sarà questa mentalità un po lassista menefreghista e a convenienza fanculista, di quelli che si indignano a intervalli regolari per poi tornare nella posizione di riposo (vi lascio immaginare quale) che ha creato un fertilissimo humus sociale che ha permesso il proliferarsi di queste anomalie?

Vedete prima di indignarci, scandalizzarci e inveire contro la politica, l’imprenditoria e tutte quelle cose che non funzionano in questo paese, prima di di distruggere i partiti e di dar vita alla nuova repubblica (almeno nelle intenzioni di grillo & Co. )
dovremmo cambiare il nostro modo di pensare per evitare di tornare di nuovo punto e a capo, e qui mi dispiace ma non ci sono grilli che tengano.

immagine presa da qui