Ma non si definivano di sinistra?

Luglio 16, 2008

Sempre dalla manovra votata questa notte in sordina lontani da ochhi indiscreti è molto interessante notare una riforma della stessa, che ripeto è stata votata anche dal partito democratico

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: arriva l’attesa riforma del settore. La gestione dei servizi locali dovrà essere conferita in via ordinaria a imprenditori o società individuati attraverso procedure competitive a evidenza pubblica. Tuttavia, nelle situazioni in cui non è opportuno ricorrere al mercato, l’affidamento diretto può avvenire a società a capitale interamente pubblico o a società a partecipazione mista pubblica e privata, anche quotate in Borsa, partecipate dall’ente locale.

tutto questo mentre in francia e non solo, i servizzi vengono municipalizzati a cominciare dalla erogazione e della gestione dell’acqua potabile.

Insomma una sinistra che sinistra non è che vota una manovra che non solo autorizza la schedatura delle impronte a tutti gli italiani, ma che autorizza anche le amministrazioni locali a privatizzare i servizzi.

Forza! tutti insieme, il partito democratico è un partito di sinistra, il partito democratico è un partito di sinistra, il partito democratico è un partito di sinistra, il partito democratico è un partito di sinistra, magari se lo ripetiamo qualche migliaio di volte ce ne convinciamo.


Provateci adesso a chiamarci razzisti

Luglio 16, 2008

Impronte digitali per tutti dal 2010, è questo l’emendamento che ha avuto il si bipartisan da parte del pdl e del pd, in questo modo l’unione europea se ne va a a quel paese visto che aveva stabilito che la schedatura dei rom era una misura “discriminatoria”, adesso schediamo pure gli italiani ditecelo adesso che siamo razzisti!

Non mancano i plausi del partito fessocratico “disinnesca la questione Rom. Ora le impronte - dice Antonio Misiani - saranno prese a tutti“.

Cari elettori del pdl ma sopratutto cari elettori del pd non provate una strana sensazione di bruciore? qualcosa mi dice che stanno per arrivare le giustificazioni di rito, tanto ormai cari pdini siete abituati a giustificare di tutto questa sarà solo una delle tante.


Che tenerezza

Luglio 14, 2008

Sabato è comparsa una lettera sul blog di Beppe Grillo, la lettera è di un certo dante che esprime una certa delusione, in particolare riguardo alla troppa vicinanza tra Bossi e Berlusconi.

Mentre leggete questa lettera cercate di immaginare una bella musichetta smielata.

“Gentile Beppe Grillo, le invio questa lettera aperta per Umberto Bossi, se lei la pubblica probabilmente Bossi la leggerà. Grazie in anticipo.” Dante.

Umberto,
mi permetto di darti del tu, ti ho seguito dal 1987 da quando disegnavi le galline per i manifesti di Roma Ladrona, oggi sei scappato di casa, ma io comunque ti aspetto. La porta è aperta. Non ti voto più da quando sei andato con Berlusconi, quello che chiamavi il mafioso di Arcore e allora, se ricordi, tutta la base era d’accordo con te. Non so perché lo hai fatto, non credo per i soldi, per i miliardi che avrebbe usato per comprarti e non credo neanche che tu abbia avuto paura di minacce di morte per te e per la tua famiglia da parte della mafia. Sono cose che si dicono. Sono convinto che abbiano cercato di comprarti e di intimidirti, ma per me tu non sei uno in vendita e hai sempre avuto un certo coraggio.
Io credo che tu abbia abbandonato la Lega delle origini per motivi tattici, per arrivare più presto al federalismo e per questo hai fatto un patto con il diavolo, con chi rappresenta l’esatto contrario della Lega, l’uomo di Dell’Utri e di Licio Gelli, il figlio di Bettino Craxi, l’erede di quell’Andreotti che abbiamo mandato a fanculo nel prato di Pontida in quarantamila quando al vaffanculo Beppe Grillo non ci pensava ancora. Il vaffanculo lo ha inventato la Lega, lo hai inventato tu.
Io penso che Berlusconi, scusa il termine, abbia fottuto te e la Lega e abbia incassato solo lui. Gli hai regalato cinque anni di governo senza cavare un ragno dal buco. Mentre lui ha fatto le leggi per sé, la Lega non ha ottenuto niente, meno di zero. Adesso hai promesso che porterai a casa il federalismo fiscale, se lo otterrai avrai avuto ragione tu. Ma non te lo faranno fare. Non possono chiudere per fallimento il Centro Sud che vive delle tasse della produzione del Nord, ci sarebbe la rivoluzione in Sicilia, in Calabria, in Campania dove le uniche imprese importanti sono la Regione, le province e i comuni. Morirebbero di fame. Il federalismo fiscale avrebbe come conseguenze la rivoluzione e la secessione. Tu lo sai benissimo, e lo sanno anche loro.
Da quando sei con Berlusconi la base ha dovuto ingoiare dei rospi, ma in questa legislatura sono rospi giganti: i sussidi pubblici all’Alitalia, il Ponte di Messina, la spazzatura di Napoli portata al Nord. In tre mesi avete discusso solo di leggi per evitare i processi a Berlusconi, la sicurezza dei cittadini della campagna elettorale è stata sacrificata all’impunità di Berlusconi. I rom c’erano prima e ci sono adesso. I clandestini sbarcavano prima e ora pure. L’unica tassa che rimaneva ai comuni del Nord, l’ICI, è stata cancellata. Le imprese del Nord chiudono, la Lega lo sa bene, per la pressione fiscale, gli anticipi dell’IVA mai rimborsati, l’IRAP e per le mille rotture di balle della burocrazia italiana.
Le nostre aziende chiudono, Umberto, e tu passi il tempo a parare il culo a Berlusconi sperando nel federalismo. Una volta che Berlusconi avrà sistemato i suoi problemi giudiziari potrai scordarti il federalismo fiscale. Spero (lo spero veramente) di sbagliarmi, ma ti troverai con un pugno di mosche in mano e il movimento sfasciato. Se alzerai la voce, Berlusconi ti scaricherà e imbarcherà Veltroni o Casini o tutti e due. E tratterà te e la Lega sulle sue televisioni come oggi tratta Di Pietro.
Mi ricordo una volta nell’Oltrepò Pavese eravamo in trenta ad ascoltarti, parlasti per quelle poche persone per ben due ore. Ci spiegasti come la Chiesa intimidiva i liberi pensatori e come bruciava gli eretici. Sabina Guzzanti avrebbe preso appunti, al tuo posto rimane un’educanda. Non è mai troppo tardi per ritornare indietro da una strada sbagliata.”
Dante

La lettera fa quasi tenerezza, nella sua ingenuità, e se non fosse per i suoi insuti gratuiti verso il sud, potrebbe essere anche condivisibile, (del resto che ci si poteva aspettare da uno che è stato nutrito a pane e luoghi comuni sul sud Italia) probabilmente il signor dante deve aver sofferto un bel po per evitare di inserire la parola terrone in questa lettera, tuttavia vorrei mettere in evidenza un paio di passaggi a mio avviso significativi:

Non so perché lo hai fatto, non credo per i soldi, per i miliardi che avrebbe usato per comprarti e non credo neanche che tu abbia avuto paura di minacce di morte per te e per la tua famiglia da parte della mafia…

Sono convinto che abbiano cercato di comprarti e di intimidirti…

Io credo che tu abbia abbandonato la Lega delle origini per motivi tattici

per questo hai fatto un patto con il diavolo

Io penso che Berlusconi, scusa il termine, abbia fottuto te e la Lega e abbia incassato solo lui…

Da quando sei con Berlusconi la base ha dovuto ingoiare dei rospi, ma in questa legislatura sono rospi giganti: i sussidi pubblici all’Alitalia, il Ponte di Messina, la spazzatura di Napoli portata al Nord…

che tenerezza mi vengono le lacrime agli occhi, no caro dante non è vero che Berlusconi abbia fottuto Bossi e la lega, mi dispiace dirtelo ma loro due hanno fottuto te.


Il valzer delle verginelle

Luglio 12, 2008

Non ho scritto niente in merito alla manifestazione organizzata da idv tanto meno del polverone mediatico alzato dai media di regime o dai soliti benpensanti sia di destra che di sinistra.

Tuttavia qualcosina la voglio dire sopratutto in merito alle reazioni esasperate di politici giornalisti non che blogger di diverso orientamento politico, quello che mi colpisce è questo rigurgito di verginità de su detti.

Io mi chiedo se siano più offensive le parole contro la ministra della fellatio… hem volevo dire delle impari opportunità….  , o contro altri personaggi quali il papa o napolitano, o se è più offensivo verso tutto il popolo italiano che ci sia un governo creato al solo scopo di sistemare i guai personali di una sola persona, un governo che sfrutta gli artifici della cosa pubblica per garantire l’impunità di una sola persona, vorrei sapere se è più offensivo usare un linguaggio scurrile da parte di una comica, o il  fatto che ci sia una falsa opposizione che si comporta come nel sogno proibito di qualsiasi governo, sono curioso di sapere se è offensiva una manifestazione dove si esprime la propria opinione in libertà indipendentemente se condivisibile o meno, o se è più offensivo che c’è una parte del paese che al momento non ha nessuna rappresentanza in parlamento, perché vedete siamo tutti uguali basta superare le soglie di sbarramento.

Io trovo offensivo che ci sia un partito che pretende di rappresentare una parte politica che non gli compete, trovo offensivo che l’unica opposizione a questo governo viene fatta da un partitucolo guidato da Di Pietro e paradossalmente dalla lega mentre il partito maggioritario di opposizione sembra quasi in procinto di confluire nel pdl.

Io mi offendo nel momento in cui uno stato estero quale il vaticano si intromette in affari che non gli competono, ma sopratutto quando dei politici votati dal popolo italiano e dopo aver giurato fedeltà a questo paese, si sottomettono supinamente dopo aver baciato le sacre natiche papali, tutte quelle verginelle che si strappavano le vesti il giorno dopo la manifestazione, che al minimo cenno si chinano mostrando i loro onorevoli sederi a uomini in gonnella troppo impegnati con le finanze e con la politica per preoccuparsi degli affari spirituali a loro designati.

Io mi offendo nel momento in cui un capo di stato chiama spazzatura delle persone che hanno l’unica colpa di voler uno stato etico e legale, cosa che nel piccolo mondo di silvio equivale all’implosione dello stesso suo universo.

Ma sopratutto io mi offendo ferocemente quando vedo miei connazionali anche vicini alla sinistra (a loro dire) difendere a spada tratta i denigratori di una manifestazione dove si è detto soltanto quelli che molti pensano e che non hanno il coraggio di dire.

A questa pagina potete leggere la lettere di Sabina Guzzanti alla redazione del corriere

Probabilmente questi video li avrete già visti e rivisti, ma io ci tengo a pubblicarli ugualmente.

parte 1

parte 2


CUCÙ

Luglio 3, 2008

vi piacerebbe!

cucù da mentana non ci vado più

fonte: ansa


Standard superiori

Giugno 21, 2008

Probabilmente sietè gia a conoscenza della norma inserita nel dll intercettazioni che fa si che se viene intercettato un prete si deve riferire l’accaduto al vescovo se invece viene intercettato un vescovo si deve comunicare la cosa direttamente al papa.

Non tutti la pensano nello stesso modo e non mi riferisco certo a quell’obrobrio di falsa opposizione di uolter, mi riferisco ai valdesi che chiedono di essere esentati da quella che nella lettera inviata al sottosegretario alla presidenza del consiglio gianni letta, viene definita testualmente:

Lasciamo ai giuristi valutare se si tratti di una semplice “esplicitazione” di norme preesistenti o se, piuttosto, non costituisca una forzatura tesa a garantire un privilegio a una istituzione religiosa, la Chiesa cattolica, che verrebbe preventivamente e tempestivamente informata di eventuali indagini a carico di religiosi, sacerdoti, vescovi.

e poi continua:

A valdesi e metodisti, infatti, non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda. Il senso di questo diniego sta in due argomenti: uno civile e laico, l’altro propriamente teologico.
Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse: e se non possiamo tollerare che lo Stato interferisca nella libera testimonianza della Chiesa o di qualsiasi altra comunità di fede, al tempo stesso non vediamo la ragione per la quale la Chiesa dovrebbe essere coinvolta nell’azione di un organo dello Stato quale la magistratura. Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche.

che dire tutto un’altro standard, potete leggere la lettera nella sua interezza in questa pagina


Arrakis: tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano

Giugno 12, 2008

Silvestro Capelli è un umo come tanti, un ex dipendente di un importante stabilimento industriale, ma basta sentire la sua voce per capire che la sua vita di normale ha ben poco, a quest’uomo hanno rubato la voce, adesso parla con la voce tipica di chi è stato sottoposto a laringectomia, non è stato uno sfortunato incidente, ma una lunga esposizione alle polveri di amianto per tutto il periodo in cui lavorò per la breda fucine, e come lui tanti altri, altri ancora invece, non sono più in vita per poter raccontare la loro storia.

arrakis è un documentario, è un tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano, in questa pagina è possibile vedere tutti i blog che hanno aderito all’iniziativa, per vedere il documentario basta cliccare su uno di essi, oppure direttamente su youtube.

cito dal documentario

Tutti sapevano e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell’azienda. Lo sapeva l’assessorato alla sanità. Lo sapevano tutti, e non gli operai che c’erano dentro. E così ci hanno condannato a morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo all’interno della fabbrica. Perché le fabbriche non sono state costruite sotto una campana di vetro…

Il lavoro è lo strumento che ci permette di sopravvivere, di migliorare noi stessi e la società, ci permette di far parte di questa società, ma nel momento in cui diventa una malattia, nel momento in cui si comincia a morire di lavoro, si va a menomare la forza motrice di questo paese, che si sveglia ogni mattina per andare a lavorare con la preoccupazione di riuscire a tornare casa per poi ricominciare il giorno dopo.


Racconti fantastici di terre irreali e infinite

Giugno 11, 2008

Ipotizziamo un paese ipotetico, che so lo chiamo ItaGlia, un paese strano, un paese che ha la forma di uno stivale, un paese in eterna contraddizione, un paese perennemente in lotta tra guelfi e ghibellini, bianchi o neri, Montecchi e Capuleti, un paese dove i suoi abitanti presi singolarmente sembrano tutte (o quasi) brave persone, ma che prese in gruppo formano un humus sociale talmente marcio da creare delle degenerazioni sociali paragonabili a quelle di qualche nazione del terzo mondo, un paese dove una notizia acquista verità soltanto se viene detta in tv.

Ipotizziamo adesso, che la popolazione di questo ipotetico paese, sia stata bombardata mediaticamente con notizie che avevano il fine di creare nel su detto humus sociale, un inesistente pericolo sicurezza, la gente comincia ad allarmarsi, del resto se tutti i telegiornali ti ripetono fino svenimento che in ItaGlia c’è un pericolo immigrazione, c’è un pericolo romeni, c’è un pericolo zingari, perché non crederci deve essere vero per forza.

Ipotizziamo adesso, che uno dei leader politici della classe dirigente di questo ipotetico paese, controlli il 95% delle televisioni, lo so sembra impossibile ma ricordo che siamo nel dominio delle ipotesi quindi l’impossibile non esiste.

Ipotizziamo adesso, che questo ipotetico leader politico sull’onda del terrorismo mediatico generato dalle televisioni da lui controllate, basi buona parte della sua campagna elettorale sul problema della sicurezza, restando sempre nel campo delle ipotesi, la coalizione guidata da questo ipotetico personaggio vince le elezioni.

Per rendere il quadro di questo ipotetico (e sfortunato) paese ancora più surreale, facciamo che questo leader politico ormai diventato presidente del consiglio, che da questo momento in poi chiameremo con un nome di fantasia: Silvio Berlbuffoni, abbia avuto diverse controversie con la giustizia, finite con qualche amnistia e una manciata di prescrizioni, siccome voglio rendere ancora più paradossale questo fantastico (nel senso peggiore del termine) scenario, facciamo che il su detto Berlbuffoni sia già stato al governo di questo congetturato paese, e che abbia varato una serie di riforme vergognose che avevano l’intento di creare situazioni vantaggiose per i guai giudiziari dello stesso,in qualsiasi paese normale un dirigente politico così sarebbe già stato silurato dai propri elettori, ma questo è un paese fittizio e quindi possiamo permetterci di rieleggerlo.

Siccome voglio proprio esagerare, ipotizziamo che questo assurdo leader politico oltre ai processi che hanno segnato la sua storia politica e imprenditoriale, abbia attualmente alcuni processi in corso.

Ipotiziamo adesso, che con la scusa di economizzare sulle spese di un altrettanto ipotetico ministero della giustizia, ma sopratutto facendo leva sull’opinione pubblica, menta senza ritegno, in merito alle intercettazioni “legali” da parte della magistratura e delle forze dell’ordine, annunciando una limitazione della libertà non solo degli enti predisposti a questo tipo di servizio, ma allargato anche ai giornalisti che osano pubblicare le su dette intercettazioni, pena 5 anni di reclusione.

A questo punto la mia mente comincia a tessere tele mentali alla velocità del pensiero, e non posso fare a meno di complicare ulteriormente questa incredibile storia, voglio superare me stesso ipotizzo allora che due dei processi in atto di questo fantomatico presidente del consiglio Silvio Berlbuffoni, siano arrivati alla luce delle cronache e della magistratura tramite delle intercettazioni.

Se questa situazione fosse accaduta nel mondo reale ci sarebbero migliaia di persone a manifestare, contro l’ennesima legge ad personam, impossibile che un governo che ha impugnato lo scettro della sicurezza e della certezza della pena avanzi delle proposte che andrebbero a ledere la sicurezza del cittadino, togliendo alle forze dell’ordine e alla magistratura gli strumenti per fare il loro mestiere, ma siccome stiamo parlando di un paese inventato, grazie ai limiti infiniti delle mie elucubrazioni mentali, stabilisco che la popolazione di questo paese rimanga indifferente di fronte a queste dichiarazioni.

A questo punto mi fermo e mi dico:

no è impossibile che esista un paese così, e impossibile che esista un popolo come quello descritto in questo abbozzo di romanzo, chi cerco di prendere in giro, si vede che non ho la stoffa per scrivere racconti seppur fantastici.

Va be pazienza non diventerò mai uno scrittore, tuttavia sono confortato dal fatto che per fortuna non vivo in un paese come quello su descritto “L’Itaglia”, ma in un paese dove il massimo dei problemi che mi creo è quello di abbozzare pseudo romanzi di fantapolitica.


Fare la differenza

Maggio 27, 2008

Il web 2.0 è un modo di concepire la rete, come uno strumento di condivisione delle informazioni in modo sociale, ovvero non fa altro che trasporre le dinamiche sociali dalla vita reale a quella virtuale.

Per dinamiche sociali mi riferisco a sistemi che permettono tramite delle reti “sociali” di contatti e di strumenti di voto democratico come oknotizie o altri strumenti simili, di far interagire gli utenti, facendo si che si crei un flusso di notizie proveniente dal basso, il tutto filtrato dal “rumore di fondo” costituito dalla miriade di notizie che transitano quotidianamente sulle vie informatiche di internet.

Tuttavia il web 2.0, oltre a queste “sane” dinamiche sociali, ha assimilato altre dinamiche meno etiche, e dannose per il web stesso, di fatto la società reale non è composta soltanto da persone che mettono il sociale come priorità, ma purtroppo anche da persone che sfruttano questi sistemi democratici per proprio tornaconto.

Realtà come il clientelismo, il corporativismo, il profitto personale, non ché la corsa alla popolarità tipiche del mondo reale, hanno finito per snaturare la vera essenza della rete, questi strumenti vengono utilizzati da una fetta della blogsfera per aumentare la propria popolarità, quelli che sembrano ormai essere delle reincarnazioni digitali di costantino, hanno imparato a manovrare il sistema in modo tale da far perdere la funzionalità originale di strumenti quali i siti di editoria sociale facendoli divenire delle enormi vetrine dove poter pubblicizzare gratuitamente il proprio blog, hanno creato delle reti di contatti e di amicizie in modo da poter far scambio di voti, mangia e fa mangiare che diventa rispettivamente vota e fai votare, il link come moneta di scambio per favorire queste relazioni e sopratutto per scalare le classifiche.

E’ una deriva lobbystica (permettetemi il termine) che porta alla costruzione di gruppi organizzati di utenti o nel peggiore dei casi di utenti fittizi che favoriscono sempre le stesse persone, commenti falsi e di circostanza che riportano scritto tra le loro righe ricambia il favore.

I gestori di questi servizi son dovuti correre ai ripari facendo modifiche ai vari algoritmi (all’interno dei limiti fisiologici imposti dalla natura del sistema stesso), in modo tale che il sistema intervenga nel momento in cui individua dei comportamenti che tendono alla manipolazione dello stesso, ne è un esempio oknotizie dove gli interventi degli amministratori in tal senso, hanno generato delle discussioni che vedevano protagonisti alcuni utenti che erano stati (a loro dire) penalizzati dal demoniaco algoritmo.

Modifiche che non avrebbero avuto senso di esistere se solo la massa critica di utenti di oknotizie, cominciasse a votare i post in fattore del loro effettivo e personale gradimento, e non per logiche di lecchinaggio, cosa che avviene forse per quella tipica mentalità tutta italiana di cui ho parlato diverse volte su queste pagine, di quella sudditanza verso chi detiene un briciolo di potere nella speranza di far parte del giro, o quanto meno di avere dei benefici di riflesso cercando di rimanere nella loro ombra, uomini, mezzi uomini, pigliainculo, e quaquaraquà, e come nella vita reale anche nella vita virtuale gli italiani dimostrano tutta la loro mediocrità.

Il web sta diventando troppo simile alla televisione i contenuti sono sostituiti dalle immagini divertenti, o dai video virali, non che non siano contenuti legittimi ma troppo spesso vengono proposti solo per mere questioni di ingressi, ovvero potenziali click sulle pubblicità adsense, e il che non ci sarebbe niente di male se non fosse che spesso rubano spazio a notizie che meriterebbero di essere lette ma che non riescono ad emergere dalla massa in quanto estranei ai meccanismi e alle dinamiche esposte prima, come le trasmissioni trash che si vedono in tv, inutile lamentarsi quando sono le trasmissioni televisive che riscuoto più successo, il che si traduce in maggiori profitti da parte delle emittenti televisive grazie alla pubblicità.

Socializza, ritrovare lo spirito del web

L’unica soluzione a mio avviso è quello di utilizzare con coerenza gli strumenti messi a disposizione dal web, usare le reti sociali fregandosene delle varie oligarchie, leggere gli articoli che più ci interessano e votare di conseguenza, utilizzare strumenti quali i feed rss, e gli aggregatori e magari condividere gli articoli che ci sembrano più interessanti, vedi il box nel mio blog dove segnalo gli articoli a mio avviso più meritevoli provenienti dai blog che seguo, o meglio aderire alla campagna socializza di doxaliber dove potete segnalare i vostri blog o i blog che ritenete più interessanti.

Come dice il buon doxa, bisogna ritrovare lo spirito del web e questo lo si può fare soltanto isolando quella parte della costantinosfera, che sfrutta il web per arrivare li dove nella vita reale non arriverebbe mai, tuttavia non bisogna commettere l’errore di considerare l’intera blog sfera come dei corona in erba come detto in alcune trasmissioni televisive dove si va contro ai blog più per motivi ideologici, perché la blogsfera quella sana che se ne frega del pagerank, delle classifiche, dove la massima aspettativa che anno dagli adsens è quella di ripagarsi l’hosting o l’adsl se ci arrivano, tutti quei blog che restano nell’anonimato e che non hanno la necessaria visibilità.

Gli strumenti non mancano, manca soltanto la volontà di usarli come si deve per cercare di fare la differenza.


I meno peggio…

Maggio 11, 2008

Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio.

Finocchiaro Anna: capogruppo al senato per il PD

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